La tesi propone una riflessione filosofico-pedagogica che integra complessità, ecologia e femminismo, con l’obiettivo di elaborare percorsi formativi orientati al rispetto e al consenso, intesi come fondamenti di una cultura non violenta e libera dalle logiche di dominio. La violenza sulle donne viene analizzata come una delle manifestazioni più pervasive di ingiustizia sociale contemporanea, presente tanto nei contesti in cui i diritti femminili sono negati quanto in quelli in cui, pur formalmente riconosciuti, persistono forme sottili e strutturali di sopraffazione. Essa si radica nei linguaggi, nelle pratiche educative e nei rapporti di potere quotidiani, configurandosi come fenomeno sistemico che investe l’intera società e il modo stesso di concepire le relazioni umane. Per comprenderne le logiche è necessario superare approcci riduzionistici e adottare un paradigma sistemico, in cui l’ecofemminismo rappresenta una chiave interpretativa feconda: autrici come Yayo Herrero e Donna Haraway mostrano come l’oppressione femminile e lo sfruttamento della Madre Terra siano espressioni di una medesima logica dominatrice. In tale prospettiva, il consenso emerge come principio culturale ed educativo imprescindibile, capace di orientare pratiche di prevenzione e di promuovere una cultura della reciprocità.

Prospettive ecofemministe per un’etica del rispetto e del consenso

GHIOTTO, PAMELA
2025/2026

Abstract

La tesi propone una riflessione filosofico-pedagogica che integra complessità, ecologia e femminismo, con l’obiettivo di elaborare percorsi formativi orientati al rispetto e al consenso, intesi come fondamenti di una cultura non violenta e libera dalle logiche di dominio. La violenza sulle donne viene analizzata come una delle manifestazioni più pervasive di ingiustizia sociale contemporanea, presente tanto nei contesti in cui i diritti femminili sono negati quanto in quelli in cui, pur formalmente riconosciuti, persistono forme sottili e strutturali di sopraffazione. Essa si radica nei linguaggi, nelle pratiche educative e nei rapporti di potere quotidiani, configurandosi come fenomeno sistemico che investe l’intera società e il modo stesso di concepire le relazioni umane. Per comprenderne le logiche è necessario superare approcci riduzionistici e adottare un paradigma sistemico, in cui l’ecofemminismo rappresenta una chiave interpretativa feconda: autrici come Yayo Herrero e Donna Haraway mostrano come l’oppressione femminile e lo sfruttamento della Madre Terra siano espressioni di una medesima logica dominatrice. In tale prospettiva, il consenso emerge come principio culturale ed educativo imprescindibile, capace di orientare pratiche di prevenzione e di promuovere una cultura della reciprocità.
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29331