La presente tesi analizza se la presenza di incentivi ESG al management e di policy ESG formalizzate sia associata a un'adozione qualitativamente più strutturata del principio di doppia materialità nelle grandi imprese quotate europee. Il campione finale è composto da 498 società dello STOXX 600, osservate nel triennio 2022–2024 per un totale di 1.494 osservazioni di panel bilanciato. La variabile dipendente misura il livello qualitativo di adozione della doppia materialità su una scala ordinale a tre livelli, codificata manualmente dai report di sostenibilità aziendali. Il modello econometrico adottato è un ordered probit a effetti random con errori standard robusti clusterizzati. I risultati mostrano che né gli incentivi ESG né le policy ESG risultano statisticamente significativi nel modello completo, mentre le dummies temporali catturano un effetto di ampia magnitudine, interpretabile come evidenza di isomorfismo coercitivo indotto dalla CSRD. L'unico driver interno significativo è il punteggio ESG complessivo, proxy del track record organizzativo accumulato nel tempo. Un approfondimento qualitativo su un sottocampione di 200 imprese conferma e rafforza il quadro principale: neppure le componenti sostanziali degli incentivi, quali hard target e condizioni ESG nei piani di lungo periodo, predicono la qualità dell'adozione, configurando un fenomeno di means-ends decoupling. La tesi conclude che, nel periodo osservato, la doppia materialità è anzitutto un fenomeno di compliance normativa più che di innovazione gestionale endogena.
Tra governance ESG e isomorfismo coercitivo: un'analisi empirica sui driver della doppia materialità nello STOXX 600
ANDREAZZA, NICOLA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza se la presenza di incentivi ESG al management e di policy ESG formalizzate sia associata a un'adozione qualitativamente più strutturata del principio di doppia materialità nelle grandi imprese quotate europee. Il campione finale è composto da 498 società dello STOXX 600, osservate nel triennio 2022–2024 per un totale di 1.494 osservazioni di panel bilanciato. La variabile dipendente misura il livello qualitativo di adozione della doppia materialità su una scala ordinale a tre livelli, codificata manualmente dai report di sostenibilità aziendali. Il modello econometrico adottato è un ordered probit a effetti random con errori standard robusti clusterizzati. I risultati mostrano che né gli incentivi ESG né le policy ESG risultano statisticamente significativi nel modello completo, mentre le dummies temporali catturano un effetto di ampia magnitudine, interpretabile come evidenza di isomorfismo coercitivo indotto dalla CSRD. L'unico driver interno significativo è il punteggio ESG complessivo, proxy del track record organizzativo accumulato nel tempo. Un approfondimento qualitativo su un sottocampione di 200 imprese conferma e rafforza il quadro principale: neppure le componenti sostanziali degli incentivi, quali hard target e condizioni ESG nei piani di lungo periodo, predicono la qualità dell'adozione, configurando un fenomeno di means-ends decoupling. La tesi conclude che, nel periodo osservato, la doppia materialità è anzitutto un fenomeno di compliance normativa più che di innovazione gestionale endogena.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29284