An array of ideological, economic, historical, and scientific forces, when viewed through a genealogical lens, reveals that the emergence of Palantir Technologies was no accident. Rather, it serves as the superficial ripple of deeper, structural currents that are currently transforming the very rationality of power. An examination of the company's origins, the worldview of its founders, and the concrete mechanics of its products illustrates how its influence and inherently opaque modus operandi impact reality, both individual and collective, at every level of existence, from mass surveillance to social reprogramming, all facilitated by an ontology whose contours remain largely obscured. By contextualizing the company within the environment of its birth, the convergence of the military-industrial complex and Silicon Valley, it becomes clear that Palantir is merely a node, an operational front powered by ideologies that, while limited in following, possess a devastatingly radical potency. Thus, a future is delineated in which the Earth is managed as a complex system, and both the human being and society are rendered mere cogs in a broader mechanism. Driven by the force of techno-capital, this system accelerates an optimization process that some posit as the very essence of universal evolution, aimed at reaching a singularity and the complete transcendence of human form into eternal consciousness within machines. Although such a prospect may seem extreme or even fantastical, the tangible manifestations of these concepts in the material world are undeniable. This is confirmed by a geopolitical analysis that interprets the ongoing chip wars, the geography of data centers, and the race for rare earth minerals as the most evident ripples of a massive movement originating at the core of this power structure. The guiding thread is the externalization of sovereignty: a process that, while once constrained by conventional logic, is now trending toward a future that is increasingly undefined and difficult to decipher.

Una serie di forze ideologiche, economiche, storiche e scientifiche, se osservate attraverso una lente genealogica, rivela che la nascita di Palantir Technologies non è stata un caso. Essa rappresenta piuttosto l’increspatura superficiale di correnti strutturali più profonde che stanno attualmente trasformando la stessa razionalità del potere. Un’analisi delle origini dell’azienda, della visione del mondo dei suoi fondatori e dei meccanismi concreti dei suoi prodotti illustra come la sua influenza e il suo modus operandi, intrinsecamente opaco, incidano sulla realtà, sia individuale che collettiva, a ogni livello dell’esistenza, dalla sorveglianza di massa alla riprogrammazione sociale, il tutto facilitato da un’ontologia i cui contorni rimangono in gran parte oscuri. Contestualizzando l’azienda nell’ambiente in cui è nata, ovvero la convergenza tra il complesso militare-industriale e la Silicon Valley, diventa chiaro che Palantir è semplicemente un nodo, un fronte operativo alimentato da ideologie che, pur avendo un seguito limitato, possiedono una potenza devastante e radicale. Si delinea così un futuro in cui la Terra è gestita come un sistema complesso, e sia l’essere umano che la società sono ridotti a semplici ingranaggi di un meccanismo più ampio. Spinto dalla forza del tecno-capitalismo, questo sistema accelera un processo di ottimizzazione che alcuni considerano l’essenza stessa dell’evoluzione universale, volto a raggiungere una singolarità e la completa trascendenza della forma umana in una coscienza eterna all’interno delle macchine. Sebbene una simile prospettiva possa sembrare estrema o addirittura fantasiosa, le manifestazioni tangibili di questi concetti nel mondo materiale sono innegabili. Ciò è confermato da un’analisi geopolitica che interpreta le attuali “guerre dei chip”, la geografia dei data center e la corsa ai minerali delle terre rare come le ripercussioni più evidenti di un movimento di vasta portata che ha origine nel cuore di questa struttura di potere. Il filo conduttore è l’esternalizzazione della sovranità: un processo che, sebbene un tempo fosse vincolato dalla logica convenzionale, sta ora evolvendo verso un futuro sempre più indefinito e difficile da decifrare.

Externalized Sovereignty

MAURO, ALESSANDRO
2025/2026

Abstract

An array of ideological, economic, historical, and scientific forces, when viewed through a genealogical lens, reveals that the emergence of Palantir Technologies was no accident. Rather, it serves as the superficial ripple of deeper, structural currents that are currently transforming the very rationality of power. An examination of the company's origins, the worldview of its founders, and the concrete mechanics of its products illustrates how its influence and inherently opaque modus operandi impact reality, both individual and collective, at every level of existence, from mass surveillance to social reprogramming, all facilitated by an ontology whose contours remain largely obscured. By contextualizing the company within the environment of its birth, the convergence of the military-industrial complex and Silicon Valley, it becomes clear that Palantir is merely a node, an operational front powered by ideologies that, while limited in following, possess a devastatingly radical potency. Thus, a future is delineated in which the Earth is managed as a complex system, and both the human being and society are rendered mere cogs in a broader mechanism. Driven by the force of techno-capital, this system accelerates an optimization process that some posit as the very essence of universal evolution, aimed at reaching a singularity and the complete transcendence of human form into eternal consciousness within machines. Although such a prospect may seem extreme or even fantastical, the tangible manifestations of these concepts in the material world are undeniable. This is confirmed by a geopolitical analysis that interprets the ongoing chip wars, the geography of data centers, and the race for rare earth minerals as the most evident ripples of a massive movement originating at the core of this power structure. The guiding thread is the externalization of sovereignty: a process that, while once constrained by conventional logic, is now trending toward a future that is increasingly undefined and difficult to decipher.
2025
Una serie di forze ideologiche, economiche, storiche e scientifiche, se osservate attraverso una lente genealogica, rivela che la nascita di Palantir Technologies non è stata un caso. Essa rappresenta piuttosto l’increspatura superficiale di correnti strutturali più profonde che stanno attualmente trasformando la stessa razionalità del potere. Un’analisi delle origini dell’azienda, della visione del mondo dei suoi fondatori e dei meccanismi concreti dei suoi prodotti illustra come la sua influenza e il suo modus operandi, intrinsecamente opaco, incidano sulla realtà, sia individuale che collettiva, a ogni livello dell’esistenza, dalla sorveglianza di massa alla riprogrammazione sociale, il tutto facilitato da un’ontologia i cui contorni rimangono in gran parte oscuri. Contestualizzando l’azienda nell’ambiente in cui è nata, ovvero la convergenza tra il complesso militare-industriale e la Silicon Valley, diventa chiaro che Palantir è semplicemente un nodo, un fronte operativo alimentato da ideologie che, pur avendo un seguito limitato, possiedono una potenza devastante e radicale. Si delinea così un futuro in cui la Terra è gestita come un sistema complesso, e sia l’essere umano che la società sono ridotti a semplici ingranaggi di un meccanismo più ampio. Spinto dalla forza del tecno-capitalismo, questo sistema accelera un processo di ottimizzazione che alcuni considerano l’essenza stessa dell’evoluzione universale, volto a raggiungere una singolarità e la completa trascendenza della forma umana in una coscienza eterna all’interno delle macchine. Sebbene una simile prospettiva possa sembrare estrema o addirittura fantasiosa, le manifestazioni tangibili di questi concetti nel mondo materiale sono innegabili. Ciò è confermato da un’analisi geopolitica che interpreta le attuali “guerre dei chip”, la geografia dei data center e la corsa ai minerali delle terre rare come le ripercussioni più evidenti di un movimento di vasta portata che ha origine nel cuore di questa struttura di potere. Il filo conduttore è l’esternalizzazione della sovranità: un processo che, sebbene un tempo fosse vincolato dalla logica convenzionale, sta ora evolvendo verso un futuro sempre più indefinito e difficile da decifrare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29275