Il presente lavoro di tesi analizza l'accessibilità museale intesa come spazio democratico per garantire pari opportunità di partecipazione alla vita culturale. Attraverso un approccio di tipo multidisciplinare, l'indagine supera la visione di accessibilità come mero abbattimento di barriere architettoniche, concentrandosi su come viene affrontata la disabilità visiva. Il museo viene ripensato come spazio educativo capace di scardinare il paradigma puramente visivo. La ricerca si articola in due sezioni: una teorica multidisciplinare e una di ricerca sul campo. Inizialmente viene analizzata l'evoluzione del quadro normativo in tutela dell'accessibilità, seguita dall'analisi delle radici estetiche e fenomenologiche del primato della vista, che hanno relegando il tatto ad una posizione subalterna, ripercorrendo la gerarchia sensoriale da Platone al dualismo cartesiano, giungendo ad una rivalutazione del tatto in autori quali Herder, Von Hildebrand, Merleau-Ponty, concludendosi con la democratizzazione dell'arte promossa da Aldo Grassini. La riflessione prosegue in ambito pedagogico, analizzando il legame tra scuola e museo. La seconda sezione, dedicata alla ricerca sul campo, presenta interviste qualitative a direttori museali e responsabili accessibilità per indagare lo stato dell'arte e le sfide gestionali. L'obbiettivo è evidenziate le pratiche che rendono questi luoghi realmente inclusivi.
Oltre lo sguardo. Musei e inclusione per fruitori con disabilità visiva
SILVERA, LUCREZIA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza l'accessibilità museale intesa come spazio democratico per garantire pari opportunità di partecipazione alla vita culturale. Attraverso un approccio di tipo multidisciplinare, l'indagine supera la visione di accessibilità come mero abbattimento di barriere architettoniche, concentrandosi su come viene affrontata la disabilità visiva. Il museo viene ripensato come spazio educativo capace di scardinare il paradigma puramente visivo. La ricerca si articola in due sezioni: una teorica multidisciplinare e una di ricerca sul campo. Inizialmente viene analizzata l'evoluzione del quadro normativo in tutela dell'accessibilità, seguita dall'analisi delle radici estetiche e fenomenologiche del primato della vista, che hanno relegando il tatto ad una posizione subalterna, ripercorrendo la gerarchia sensoriale da Platone al dualismo cartesiano, giungendo ad una rivalutazione del tatto in autori quali Herder, Von Hildebrand, Merleau-Ponty, concludendosi con la democratizzazione dell'arte promossa da Aldo Grassini. La riflessione prosegue in ambito pedagogico, analizzando il legame tra scuola e museo. La seconda sezione, dedicata alla ricerca sul campo, presenta interviste qualitative a direttori museali e responsabili accessibilità per indagare lo stato dell'arte e le sfide gestionali. L'obbiettivo è evidenziate le pratiche che rendono questi luoghi realmente inclusivi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29271