Fino a che punto conta il genere nella rappresentazione dei vizi e delle virtù? La storia dell’arte è maschilista, l’artista genio è uomo, come d’altronde lo sono lo studioso, il professore, lo storico, il mecenate, il curatore… L’unico primato femminile lo abbiamo nei soggetti, ma non lo possiamo considerare femminista, lo sottolineano le Guerrilas Girls in Do women have to be naked to get in to the Met. Museum ? È attraverso il cosiddetto “male-gaze” che la disciplina della storia dell’arte è stata creata e alimentata. Partendo da questi presupposti, la tesi discute la rappresentazione femminile nell’arte moderna; si pone particolare attenzione alla domanda iniziale, a cui però è necessario un intreccio sociale, teologico e storico. Il testo di Adriana Cavarero Il femminile negato. La radice greca della violenza occidentale, passa in esame i tre accenti appena citati, il male è sempre associato alla donna, la nascita della politica come un’esclusiva maschile e la mitologia che nutre queste credenze. Si pone poi l’attenzione a testi considerati quasi enciclopedici dell'età moderna, primo fra tutti L’iconologia di Cesare Ripa che viene accostata a testi contemporanei, con l’obiettivo di poter comprendere se vizi e virtù sono figli di una mentalità dominata dall’uomo o se, in questo caso, la rappresentazione religiosa eviti l’approccio maschilista a beneficio della fede.

Il Peccato di essere donna. Il genere nei vizi e nelle virtù

RUGI, LUDOVICA
2025/2026

Abstract

Fino a che punto conta il genere nella rappresentazione dei vizi e delle virtù? La storia dell’arte è maschilista, l’artista genio è uomo, come d’altronde lo sono lo studioso, il professore, lo storico, il mecenate, il curatore… L’unico primato femminile lo abbiamo nei soggetti, ma non lo possiamo considerare femminista, lo sottolineano le Guerrilas Girls in Do women have to be naked to get in to the Met. Museum ? È attraverso il cosiddetto “male-gaze” che la disciplina della storia dell’arte è stata creata e alimentata. Partendo da questi presupposti, la tesi discute la rappresentazione femminile nell’arte moderna; si pone particolare attenzione alla domanda iniziale, a cui però è necessario un intreccio sociale, teologico e storico. Il testo di Adriana Cavarero Il femminile negato. La radice greca della violenza occidentale, passa in esame i tre accenti appena citati, il male è sempre associato alla donna, la nascita della politica come un’esclusiva maschile e la mitologia che nutre queste credenze. Si pone poi l’attenzione a testi considerati quasi enciclopedici dell'età moderna, primo fra tutti L’iconologia di Cesare Ripa che viene accostata a testi contemporanei, con l’obiettivo di poter comprendere se vizi e virtù sono figli di una mentalità dominata dall’uomo o se, in questo caso, la rappresentazione religiosa eviti l’approccio maschilista a beneficio della fede.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29270