La presente tesi analizza l’opera dell’artista giapponese Yayoi Kusama all’interno delle trasformazioni che hanno interessato l’arte contemporanea a partire dal secondo dopoguerra. Il primo capitolo contestualizza la ricerca dell’artista nel panorama artistico degli anni Cinquanta e Sessanta, approfondendo i cambiamenti che hanno ridefinito il significato dell’opera d’arte e il ruolo dello spettatore. Vengono esaminati i principali movimenti e le pratiche artistiche che hanno contribuito al superamento dell’oggetto artistico tradizionale, favorendo la nascita di un’arte basata sull’esperienza, sulla partecipazione e sul rapporto tra opera, ambiente e pubblico. Il secondo capitolo ripercorre l’evoluzione della produzione di Yayoi Kusama a partire dal trasferimento negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta. L’analisi si concentra sulle sperimentazioni tecniche e linguistiche che caratterizzano la sua ricerca, nonché sui temi centrali della sua poetica, quali la ripetizione, l’autocancellazione, il rapporto tra individuo e universo e il concetto di infinito. Particolare attenzione è dedicata all’utilizzo dei dots e degli specchi, elementi che diventano strumenti fondamentali per la costruzione del suo linguaggio artistico. Il terzo capitolo approfondisce il tema della percezione dello spazio nell’opera di Kusama attraverso l’analisi delle Infinity Mirror Rooms, realizzate dagli anni Sessanta fino alle produzioni più recenti. Attraverso il supporto teorico della fenomenologia e degli studi sulla percezione, la ricerca indaga il modo in cui queste installazioni immersive coinvolgono il visitatore, trasformandolo da semplice osservatore a parte integrante dell’opera. Le Infinity Mirror Rooms vengono così interpretate come ambienti capaci di ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e percezione, offrendo una significativa riflessione sulle modalità di fruizione dell’arte contemporanea.
Yayoi Kusama e la percezione dello spazio: tra opera-ambiente ed esperienza “immersiva”
PIRODDI, MARIA ELENA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza l’opera dell’artista giapponese Yayoi Kusama all’interno delle trasformazioni che hanno interessato l’arte contemporanea a partire dal secondo dopoguerra. Il primo capitolo contestualizza la ricerca dell’artista nel panorama artistico degli anni Cinquanta e Sessanta, approfondendo i cambiamenti che hanno ridefinito il significato dell’opera d’arte e il ruolo dello spettatore. Vengono esaminati i principali movimenti e le pratiche artistiche che hanno contribuito al superamento dell’oggetto artistico tradizionale, favorendo la nascita di un’arte basata sull’esperienza, sulla partecipazione e sul rapporto tra opera, ambiente e pubblico. Il secondo capitolo ripercorre l’evoluzione della produzione di Yayoi Kusama a partire dal trasferimento negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta. L’analisi si concentra sulle sperimentazioni tecniche e linguistiche che caratterizzano la sua ricerca, nonché sui temi centrali della sua poetica, quali la ripetizione, l’autocancellazione, il rapporto tra individuo e universo e il concetto di infinito. Particolare attenzione è dedicata all’utilizzo dei dots e degli specchi, elementi che diventano strumenti fondamentali per la costruzione del suo linguaggio artistico. Il terzo capitolo approfondisce il tema della percezione dello spazio nell’opera di Kusama attraverso l’analisi delle Infinity Mirror Rooms, realizzate dagli anni Sessanta fino alle produzioni più recenti. Attraverso il supporto teorico della fenomenologia e degli studi sulla percezione, la ricerca indaga il modo in cui queste installazioni immersive coinvolgono il visitatore, trasformandolo da semplice osservatore a parte integrante dell’opera. Le Infinity Mirror Rooms vengono così interpretate come ambienti capaci di ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e percezione, offrendo una significativa riflessione sulle modalità di fruizione dell’arte contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29264