La presente ricerca offre una disamina sistematica della circolazione monetaria in Trentino durante il periodo della romanizzazione, focalizzando l’indagine sull’analisi delle evidenze numismatiche rinvenute nel territorio regionale entro un arco cronologico compreso tra il I sec. a. C. e il II sec. d. C. Attraverso l’applicazione combinata della numismatica areale e della numismatica stratigrafica, lo studio esamina criticamente un variegato spettro di contesti archeologici regionali, differenziati per tipologia funzionale: i luoghi di culto a carattere santuariale (i Campi Neri di Cles e il Monte San Martino ai Campi), gli insediamenti d’altura e a vocazione rurale (il Doss Penede a Nago-Torbole e Mezzocorona), e il tessuto propriamente urbano del municipium di Tridentum (Teatro Sociale, Palazzo Tabarelli e Doss Trento). L’unica eccezione cronologica rispetto al perimetro temporale prefissato è rappresentata dal ripostiglio di aes grave del Doss Trento; l’interramento del nucleo, verosimilmente avvenuto tra la fine del III e i primi decenni del II sec. a. C., costituisce tuttavia un tassello fondamentale per delineare le prime, precoci attestazioni del documento monetale nel territorio trentino. La scelta di indagare questi specifici contesti risponde all’esigenza metodologica di ancorare il dato numismatico a siti indagati con metodo stratigrafico, presupposto indispensabile per superare la tradizionale concezione della moneta come mero indicatore passivo di “romanizzazione”. Assumendo tali casi studio come paradigmatici, la ricerca si propone di ampliare la panoramica sulla circolazione monetaria regionale attraverso il censimento e l’analisi sistematica delle restanti evidenze numismatiche edite e d’archivio documentate nel territorio. Le dinamiche di afflusso, perdita e selezione del numerario qui ricostruite restituiscono il quadro di un processo di integrazione culturale ed economica non lineare, scandito da marcate diversificazioni locali e dalla persistenza di tradizioni indigene radicate nel sostrato retico della cultura di Fritzens-Sanzeno. Sotto il profilo strutturale, l’opera offre in primo luogo una sintetica introduzione al dibattito metodologico sul rapporto tra evidenza monetale e fenomeni di acculturazione, per poi delineare il quadro geografico e storico-culturale del Trentino antico. Successivamente, dopo aver tracciato la storia degli studi numismatici a livello regionale, vengono presentati i singoli cataloghi monetari dei siti presi in esame. Questa sezione documentaria si chiude con una mappatura globale dei rinvenimenti monetali della regione, riservando un focus specifico e privilegiato all’orizzonte urbano di Tridentum. Infine, la sezione conclusiva è affidata a un’analisi comparativa su scala macroregionale che pone in dialogo i dati trentini con i territori limitrofi dell’Alto Adige, del Veneto, della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia, estendendo lo sguardo alle aree d’Oltralpe della Baviera e dell’Austria centro-orientale. Tale confronto consente di proporre un modello interpretativo rinnovato circa i meccanismi di penetrazione economica, i fenomeni di tesaurizzazione e l’uso transizionale o simbolico della moneta in questo nevralgico settore alpino di frontiera.

La circolazione monetaria in Trentino durante la romanizzazione: un’analisi delle evidenze numismatiche tra il I sec. a. C. e il II sec. d. C.

BARRA, BEATRICE
2025/2026

Abstract

La presente ricerca offre una disamina sistematica della circolazione monetaria in Trentino durante il periodo della romanizzazione, focalizzando l’indagine sull’analisi delle evidenze numismatiche rinvenute nel territorio regionale entro un arco cronologico compreso tra il I sec. a. C. e il II sec. d. C. Attraverso l’applicazione combinata della numismatica areale e della numismatica stratigrafica, lo studio esamina criticamente un variegato spettro di contesti archeologici regionali, differenziati per tipologia funzionale: i luoghi di culto a carattere santuariale (i Campi Neri di Cles e il Monte San Martino ai Campi), gli insediamenti d’altura e a vocazione rurale (il Doss Penede a Nago-Torbole e Mezzocorona), e il tessuto propriamente urbano del municipium di Tridentum (Teatro Sociale, Palazzo Tabarelli e Doss Trento). L’unica eccezione cronologica rispetto al perimetro temporale prefissato è rappresentata dal ripostiglio di aes grave del Doss Trento; l’interramento del nucleo, verosimilmente avvenuto tra la fine del III e i primi decenni del II sec. a. C., costituisce tuttavia un tassello fondamentale per delineare le prime, precoci attestazioni del documento monetale nel territorio trentino. La scelta di indagare questi specifici contesti risponde all’esigenza metodologica di ancorare il dato numismatico a siti indagati con metodo stratigrafico, presupposto indispensabile per superare la tradizionale concezione della moneta come mero indicatore passivo di “romanizzazione”. Assumendo tali casi studio come paradigmatici, la ricerca si propone di ampliare la panoramica sulla circolazione monetaria regionale attraverso il censimento e l’analisi sistematica delle restanti evidenze numismatiche edite e d’archivio documentate nel territorio. Le dinamiche di afflusso, perdita e selezione del numerario qui ricostruite restituiscono il quadro di un processo di integrazione culturale ed economica non lineare, scandito da marcate diversificazioni locali e dalla persistenza di tradizioni indigene radicate nel sostrato retico della cultura di Fritzens-Sanzeno. Sotto il profilo strutturale, l’opera offre in primo luogo una sintetica introduzione al dibattito metodologico sul rapporto tra evidenza monetale e fenomeni di acculturazione, per poi delineare il quadro geografico e storico-culturale del Trentino antico. Successivamente, dopo aver tracciato la storia degli studi numismatici a livello regionale, vengono presentati i singoli cataloghi monetari dei siti presi in esame. Questa sezione documentaria si chiude con una mappatura globale dei rinvenimenti monetali della regione, riservando un focus specifico e privilegiato all’orizzonte urbano di Tridentum. Infine, la sezione conclusiva è affidata a un’analisi comparativa su scala macroregionale che pone in dialogo i dati trentini con i territori limitrofi dell’Alto Adige, del Veneto, della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia, estendendo lo sguardo alle aree d’Oltralpe della Baviera e dell’Austria centro-orientale. Tale confronto consente di proporre un modello interpretativo rinnovato circa i meccanismi di penetrazione economica, i fenomeni di tesaurizzazione e l’uso transizionale o simbolico della moneta in questo nevralgico settore alpino di frontiera.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29202