L’impiego di tecnologie algoritmiche avanzate, segnatamente ai modelli di intelligenza artificiale generativa, non si limitano ad impattare sul piano dell’efficienza produttiva, ma investono direttamente la struttura giuridica del rapporto di lavoro subordinato, sollecitando una riconsiderazione delle categorie dogmatiche tradizionali alla luce di un contesto tecnologico profondamente mutato. A tale proposito, la presente ricerca assume come fuoco d’indagine l’obbligo di diligenza regolato dall’articolo 2104 c.c., istituto cardine dell’adempimento lavoristico, interrogandone la tenuta concettuale e l’adattabilità applicativa successivamente alle trasformazioni indotte dall’automazione cognitiva. La norma, elaborata in un contesto produttivo di matrice Taylor-Fordista, presuppone un modello di prestazione lavorativa fondato sull’esecuzione di compiti definiti e misurabili. L’introduzione dei sistemi algoritmici caratterizzati da opacità e probabilità, mettono alla prova tale impostazione, imponendo di verificare se e in quale misura le categorie della perizia professionale, dell’interesse dell’impresa e dell’imputabilità dell’inadempimento conservino la propria coerenza sistematica. Il tema si inserisce, inoltre, in un più ampio orizzonte di tensioni costituzionalmente rilevanti. L’esigenza della tutela della dignità umana, del diritto alla salute, della protezione dei dati personali e del principio di non discriminazione, si confronta con la natura complessa dei modelli tecnologici avanzati, rendendo necessaria un’interpretazione evolutiva delle garanzie riconosciute al lavoratore subordinato. La struttura dell’elaborato riflette la complessità multidimensionale dell’oggetto di indagine e si articola in quattro capitoli. Il primo provvede all’inquadramento tecnologico e socioeconomico del fenomeno, con particolare attenzione alla distinzione tra intelligenza artificiale tradizionale e modelli di machine learning, nonché all’analisi dei limiti strutturali di tali sistemi e del loro impatto sul mercato del lavoro. Il secondo capitolo, invece, affronta il piano dogmatico civilistico e giuslavoristico muovendo dalla nozione di subordinazione ex art. 2094 c.c. L’analisi ricostruisce la struttura teorica dell’obbligo di diligenza quale standard oggettivo di rendimento, esaminandone l’interazione con il rischio d’impresa e il potere disciplinare. Il terzo capitolo è dedicato al quadro regolatorio multilivello, trattando dall’approccio basato sul rischio del Regolamento Ue 2024/1689 (AI Act) alla disciplina nazionale introdotta dalla Legge n. 132/2025, con specifico riferimento ai principi di trasparenza, sicurezza e contrasto alla disciplina algoritmica. Infine, il quarto capitolo, affronta le ricadute applicative della simbiosi uomo – macchina, indagando la transizione da diligenza esecutiva a diligenza di critica e controllo. Come ultimo aspetto verrà riesaminato lo scarso rendimento quale fattispecie autonoma di recesso datoriale nonché l’analisi delle condotte colpose del lavoratore nell'uso dei sistemi di IA, possibili presupposti del licenziamento per giustificato motivo soggettivo. L’ipotesi interpretativa che orienta l’intera ricerca è che, nell’era della GenIA, il contenuto della prestazione lavorativa stia subendo una metamorfosi silenziosa ma strutturalmente significativa. È così che il baricentro dell’adempimento diligente si sposta progressivamente dall’esecuzione materiale alla responsabilità critica del giudizio umano sull’output algoritmico.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA E L’OBBLIGO DI DILIGENZA: un'analisi dell'art. 2104 c.c. nell'era dei sistemi algoritmici

MIOTTI, ANNA
2025/2026

Abstract

L’impiego di tecnologie algoritmiche avanzate, segnatamente ai modelli di intelligenza artificiale generativa, non si limitano ad impattare sul piano dell’efficienza produttiva, ma investono direttamente la struttura giuridica del rapporto di lavoro subordinato, sollecitando una riconsiderazione delle categorie dogmatiche tradizionali alla luce di un contesto tecnologico profondamente mutato. A tale proposito, la presente ricerca assume come fuoco d’indagine l’obbligo di diligenza regolato dall’articolo 2104 c.c., istituto cardine dell’adempimento lavoristico, interrogandone la tenuta concettuale e l’adattabilità applicativa successivamente alle trasformazioni indotte dall’automazione cognitiva. La norma, elaborata in un contesto produttivo di matrice Taylor-Fordista, presuppone un modello di prestazione lavorativa fondato sull’esecuzione di compiti definiti e misurabili. L’introduzione dei sistemi algoritmici caratterizzati da opacità e probabilità, mettono alla prova tale impostazione, imponendo di verificare se e in quale misura le categorie della perizia professionale, dell’interesse dell’impresa e dell’imputabilità dell’inadempimento conservino la propria coerenza sistematica. Il tema si inserisce, inoltre, in un più ampio orizzonte di tensioni costituzionalmente rilevanti. L’esigenza della tutela della dignità umana, del diritto alla salute, della protezione dei dati personali e del principio di non discriminazione, si confronta con la natura complessa dei modelli tecnologici avanzati, rendendo necessaria un’interpretazione evolutiva delle garanzie riconosciute al lavoratore subordinato. La struttura dell’elaborato riflette la complessità multidimensionale dell’oggetto di indagine e si articola in quattro capitoli. Il primo provvede all’inquadramento tecnologico e socioeconomico del fenomeno, con particolare attenzione alla distinzione tra intelligenza artificiale tradizionale e modelli di machine learning, nonché all’analisi dei limiti strutturali di tali sistemi e del loro impatto sul mercato del lavoro. Il secondo capitolo, invece, affronta il piano dogmatico civilistico e giuslavoristico muovendo dalla nozione di subordinazione ex art. 2094 c.c. L’analisi ricostruisce la struttura teorica dell’obbligo di diligenza quale standard oggettivo di rendimento, esaminandone l’interazione con il rischio d’impresa e il potere disciplinare. Il terzo capitolo è dedicato al quadro regolatorio multilivello, trattando dall’approccio basato sul rischio del Regolamento Ue 2024/1689 (AI Act) alla disciplina nazionale introdotta dalla Legge n. 132/2025, con specifico riferimento ai principi di trasparenza, sicurezza e contrasto alla disciplina algoritmica. Infine, il quarto capitolo, affronta le ricadute applicative della simbiosi uomo – macchina, indagando la transizione da diligenza esecutiva a diligenza di critica e controllo. Come ultimo aspetto verrà riesaminato lo scarso rendimento quale fattispecie autonoma di recesso datoriale nonché l’analisi delle condotte colpose del lavoratore nell'uso dei sistemi di IA, possibili presupposti del licenziamento per giustificato motivo soggettivo. L’ipotesi interpretativa che orienta l’intera ricerca è che, nell’era della GenIA, il contenuto della prestazione lavorativa stia subendo una metamorfosi silenziosa ma strutturalmente significativa. È così che il baricentro dell’adempimento diligente si sposta progressivamente dall’esecuzione materiale alla responsabilità critica del giudizio umano sull’output algoritmico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29182