Il lavoro propone di guardare all'adeguamento degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili richiesto dall'art. 2086 c.c. non come a un adempimento normativo, ma come a un vero processo di cambiamento organizzativo, che prende forma attraverso gli strumenti di programmazione e controllo. La domanda che lo orienta è come un'azienda sana ma ancora informale possa colmare il proprio divario di adeguatezza, governandolo come un percorso di change management e rendendolo misurabile per mezzo di un piano industriale e di una balanced scorecard. Il caso studiato è Cantaluppi & Partners, studio di consulenza nella proprietà industriale: solido sul piano competitivo, ma cresciuto per accumulo di competenza individuale più che per disegno organizzativo. La ricerca si fonda sulla logica del caso singolo e sull'action research interna, condotta dall'autore nel proprio ruolo aziendale. Dalla diagnosi dello stato attuale nasce un piano industriale che, attraverso leve strategiche, organizzative e tecnologiche, accompagna l'azienda da una logica di studio associato a una governata con approccio manageriale. È in questa transizione che si misura la creazione di valore: man mano che conoscenza e relazioni si istituzionalizzano, il valore si sposta dalla componente fragile, legata alle singole persone, a quella stabile dell'organizzazione. Agli occhi di un osservatore esterno l'impresa risulta così meno dipendente dalle persone chiave, meno rischiosa e, per questa via, strutturalmente più preziosa.
Change management e adeguati assetti: il caso Cantaluppi & Partners
BONALDO, TOMMASO
2025/2026
Abstract
Il lavoro propone di guardare all'adeguamento degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili richiesto dall'art. 2086 c.c. non come a un adempimento normativo, ma come a un vero processo di cambiamento organizzativo, che prende forma attraverso gli strumenti di programmazione e controllo. La domanda che lo orienta è come un'azienda sana ma ancora informale possa colmare il proprio divario di adeguatezza, governandolo come un percorso di change management e rendendolo misurabile per mezzo di un piano industriale e di una balanced scorecard. Il caso studiato è Cantaluppi & Partners, studio di consulenza nella proprietà industriale: solido sul piano competitivo, ma cresciuto per accumulo di competenza individuale più che per disegno organizzativo. La ricerca si fonda sulla logica del caso singolo e sull'action research interna, condotta dall'autore nel proprio ruolo aziendale. Dalla diagnosi dello stato attuale nasce un piano industriale che, attraverso leve strategiche, organizzative e tecnologiche, accompagna l'azienda da una logica di studio associato a una governata con approccio manageriale. È in questa transizione che si misura la creazione di valore: man mano che conoscenza e relazioni si istituzionalizzano, il valore si sposta dalla componente fragile, legata alle singole persone, a quella stabile dell'organizzazione. Agli occhi di un osservatore esterno l'impresa risulta così meno dipendente dalle persone chiave, meno rischiosa e, per questa via, strutturalmente più preziosa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29131