L’attuale sistema alimentare globale rappresenta il principale responsabile del superamento di cinque dei nove confini planetari, quali clima, biodiversità, suolo, risorse idriche e cicli biogeochimici dell’azoto e del fosforo. Tali esternalità negative gravano sull’intera collettività sotto forma di costi sociali e ambientali sommersi, alimentando il “paradosso del valore del cibo”, ovvero una distorsione nella percezione del suo valore reale rispetto al prezzo di mercato. L’inefficienza dei food systems si manifesta anche attraverso il “paradosso dell’abbondanza”, ovvero la coesistenza di miliardi di persone affette da diverse forme di malnutrizione, tra le quali la fame cronica, l’obesità e le carenze di micronutrienti. L’inadeguatezza degli attuali sistemi alimentari appare ancora più critica se si considera che la popolazione mondiale da sfamare raggiungerà i 10 miliardi di individui entro il 2050. I sistemi alimentari, tuttavia, rappresentano anche le prime vittime dell’insostenibilità, dato che il cambiamento climatico comporta fenomeni meteorologici estremi, come grandinate, lunghi periodi di siccità, alluvioni e l’alterazione dei ritmi stagionali, che compromettono la produttività agricola, l’attività zootecnica e la pesca, traducendosi in un rischio concreto per la sicurezza alimentare. La manifestazione più evidente dell’inefficienza del sistema alimentare è rappresentata dallo spreco che, a livello globale, è stato stimato nel 2022 pari a circa un terzo dei volumi complessivi di cibo destinati all’alimentazione umana. Il food waste ha origine principalmente nel comparto domestico e genera una serie di ripercussioni che non si esauriscono nella mera perdita materiale di risorse edibili, ma si traducono in importanti esternalità negative di natura ambientale, sociale ed economica. Le cause dello spreco sono molteplici e tra loro interconnesse, per cui sono state mappate in modo accurato attraverso la metodologia del Systems Thinking. La System Map è stata particolarmente utile ai fini dell’identificazione dei punti di leva su cui intervenire attraverso pratiche virtuose mirate a prevenire il fenomeno a monte. Le soluzioni identificate si differenziano dalle piattaforme digitali per la gestione del surplus alimentare, come Too Good To Go, che si limitano a intervenire a valle della filiera, ovvero quando le eccedenze si sono già manifestate, senza agire sulle determinanti dello spreco. Pertanto, se da un lato Too Good To Go riesce a superare le barriere logistiche e culturali nella lotta al food waste, utilizzando efficaci strategie di nudging e gamification per incentivare gli utenti a recuperare le eccedenze, dall’altro lato rischia di tradursi in una mera traslazione dell’inefficienza verso le fasi finali della catena del valore, senza eradicare la causa sistemica del problema.

Spreco alimentare ed evoluzione dei sistemi del cibo: analisi delle cause strutturali e individuazione dei punti di leva strategici per la mitigazione del fenomeno

BALDAN, GIADA
2025/2026

Abstract

L’attuale sistema alimentare globale rappresenta il principale responsabile del superamento di cinque dei nove confini planetari, quali clima, biodiversità, suolo, risorse idriche e cicli biogeochimici dell’azoto e del fosforo. Tali esternalità negative gravano sull’intera collettività sotto forma di costi sociali e ambientali sommersi, alimentando il “paradosso del valore del cibo”, ovvero una distorsione nella percezione del suo valore reale rispetto al prezzo di mercato. L’inefficienza dei food systems si manifesta anche attraverso il “paradosso dell’abbondanza”, ovvero la coesistenza di miliardi di persone affette da diverse forme di malnutrizione, tra le quali la fame cronica, l’obesità e le carenze di micronutrienti. L’inadeguatezza degli attuali sistemi alimentari appare ancora più critica se si considera che la popolazione mondiale da sfamare raggiungerà i 10 miliardi di individui entro il 2050. I sistemi alimentari, tuttavia, rappresentano anche le prime vittime dell’insostenibilità, dato che il cambiamento climatico comporta fenomeni meteorologici estremi, come grandinate, lunghi periodi di siccità, alluvioni e l’alterazione dei ritmi stagionali, che compromettono la produttività agricola, l’attività zootecnica e la pesca, traducendosi in un rischio concreto per la sicurezza alimentare. La manifestazione più evidente dell’inefficienza del sistema alimentare è rappresentata dallo spreco che, a livello globale, è stato stimato nel 2022 pari a circa un terzo dei volumi complessivi di cibo destinati all’alimentazione umana. Il food waste ha origine principalmente nel comparto domestico e genera una serie di ripercussioni che non si esauriscono nella mera perdita materiale di risorse edibili, ma si traducono in importanti esternalità negative di natura ambientale, sociale ed economica. Le cause dello spreco sono molteplici e tra loro interconnesse, per cui sono state mappate in modo accurato attraverso la metodologia del Systems Thinking. La System Map è stata particolarmente utile ai fini dell’identificazione dei punti di leva su cui intervenire attraverso pratiche virtuose mirate a prevenire il fenomeno a monte. Le soluzioni identificate si differenziano dalle piattaforme digitali per la gestione del surplus alimentare, come Too Good To Go, che si limitano a intervenire a valle della filiera, ovvero quando le eccedenze si sono già manifestate, senza agire sulle determinanti dello spreco. Pertanto, se da un lato Too Good To Go riesce a superare le barriere logistiche e culturali nella lotta al food waste, utilizzando efficaci strategie di nudging e gamification per incentivare gli utenti a recuperare le eccedenze, dall’altro lato rischia di tradursi in una mera traslazione dell’inefficienza verso le fasi finali della catena del valore, senza eradicare la causa sistemica del problema.
2025
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