Il presente elaborato indaga l'accettazione del vino No-Low Alcohol (NoLo) da parte della Generazione Z in Italia, con l'obiettivo di quantificare il trade-off decisionale tra i driver funzionali (salute, sicurezza) e le barriere all'adozione (limiti organolettici, neofobia, pregiudizio sociale) in un Paese a forte vocazione vitivinicola come l'Italia. Attraverso un'indagine empirica quantitativa su un campione di 210 giovani adulti, i dati sono stati elaborati in ambiente R mediante due modelli multivariati. In primo luogo, la Cluster Analysis ha permesso di profilare il mercato in tre segmenti distinti: i salutisti sociali (guidati da inclusione e benessere), i consumatori indipendenti (orientati all'addizione del prodotto in contesti extradomestici) e i tradizionalisti scettici (rigidamente ancorati agli standard enologici classici). Successivamente, un modello di regressione lineare multipla ha testato le ipotesi d'indagine. Le evidenze dimostrano che l'intenzione di consumo è trainata in modo significativo da motivazioni salutistiche e contingenti, ma è fortemente ostacolata dal timore per la perdita di qualità sensoriale e mouthfeel. Sorprendentemente, la Generazione Z italiana si rivela autonoma, non subendo il condizionamento della pressione sociale o della neofobia verso i processi tecnologici. I risultati suggeriscono che il vino NoLo rappresenta un'opportunità di posizionamento strategico, capace di competere persino con i soft drink, a condizione che l'industria riesca a colmare l'attuale divario organolettico percepito dai consumatori.
L’accettazione del vino No-Low Alcohol: un’indagine empirica sui driver funzionali e le barriere sensoriali della Generazione Z
CHEMELLO, MARIELE
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato indaga l'accettazione del vino No-Low Alcohol (NoLo) da parte della Generazione Z in Italia, con l'obiettivo di quantificare il trade-off decisionale tra i driver funzionali (salute, sicurezza) e le barriere all'adozione (limiti organolettici, neofobia, pregiudizio sociale) in un Paese a forte vocazione vitivinicola come l'Italia. Attraverso un'indagine empirica quantitativa su un campione di 210 giovani adulti, i dati sono stati elaborati in ambiente R mediante due modelli multivariati. In primo luogo, la Cluster Analysis ha permesso di profilare il mercato in tre segmenti distinti: i salutisti sociali (guidati da inclusione e benessere), i consumatori indipendenti (orientati all'addizione del prodotto in contesti extradomestici) e i tradizionalisti scettici (rigidamente ancorati agli standard enologici classici). Successivamente, un modello di regressione lineare multipla ha testato le ipotesi d'indagine. Le evidenze dimostrano che l'intenzione di consumo è trainata in modo significativo da motivazioni salutistiche e contingenti, ma è fortemente ostacolata dal timore per la perdita di qualità sensoriale e mouthfeel. Sorprendentemente, la Generazione Z italiana si rivela autonoma, non subendo il condizionamento della pressione sociale o della neofobia verso i processi tecnologici. I risultati suggeriscono che il vino NoLo rappresenta un'opportunità di posizionamento strategico, capace di competere persino con i soft drink, a condizione che l'industria riesca a colmare l'attuale divario organolettico percepito dai consumatori.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29126