Una delle principali criticità ambientali associate allo stoccaggio di rifiuti urbani negli ecocentri è rappresentata dal potenziale rilascio di contaminanti per effetto del dilavamento operato dalle acque meteoriche. Poiché i cassoni adibiti allo stoccaggio non sono necessariamente a tenuta stagna e sono spesso collocati all’aperto, l’acqua piovana può favorire la mobilizzazione degli inquinanti verso i pozzetti sottostanti e, successivamente, verso i corpi idrici recettori. In questo contesto, il presente lavoro di tesi analizza il potenziale impiego di materiali adsorbenti a basso costo e di facile reperibilità per la rimozione di contaminanti presenti nelle acque di dilavamento degli ecocentri gestiti da Contarina S.p.A. (Treviso). In particolare, sono stati considerati bentonite e kaolinite, appartenenti alla classe delle argille, e clinoptilolite e chabazite, appartenenti alla classe delle zeoliti, per la rimozione di alluminio, zinco e ferro. Le capacità adsorbenti dei materiali selezionati sono state investigate mediante prove in batch, condotte sia su miscele metalliche sia su singoli metalli, a diverse concentrazioni. Le sperimentazioni sono state inoltre eseguite in presenza di acidi umici, impiegati per simulare la sostanza organica presente negli ecocentri, considerando sia i materiali tal quali sia quelli sottoposti a trattamento chimico. Sono stati inoltre condotti studi cinetici al fine di approfondire i processi di adsorbimento. Infine, è stata valutata la capacità dei materiali, una volta adsorbiti i metalli, di rimuovere molecole organiche, utilizzando il diclofenac come composto modello.
Studio di materiali adsorbenti per la rimozione di contaminanti dalle acque di dilavamento negli ecocentri
TESSARI, LEONARDO
2025/2026
Abstract
Una delle principali criticità ambientali associate allo stoccaggio di rifiuti urbani negli ecocentri è rappresentata dal potenziale rilascio di contaminanti per effetto del dilavamento operato dalle acque meteoriche. Poiché i cassoni adibiti allo stoccaggio non sono necessariamente a tenuta stagna e sono spesso collocati all’aperto, l’acqua piovana può favorire la mobilizzazione degli inquinanti verso i pozzetti sottostanti e, successivamente, verso i corpi idrici recettori. In questo contesto, il presente lavoro di tesi analizza il potenziale impiego di materiali adsorbenti a basso costo e di facile reperibilità per la rimozione di contaminanti presenti nelle acque di dilavamento degli ecocentri gestiti da Contarina S.p.A. (Treviso). In particolare, sono stati considerati bentonite e kaolinite, appartenenti alla classe delle argille, e clinoptilolite e chabazite, appartenenti alla classe delle zeoliti, per la rimozione di alluminio, zinco e ferro. Le capacità adsorbenti dei materiali selezionati sono state investigate mediante prove in batch, condotte sia su miscele metalliche sia su singoli metalli, a diverse concentrazioni. Le sperimentazioni sono state inoltre eseguite in presenza di acidi umici, impiegati per simulare la sostanza organica presente negli ecocentri, considerando sia i materiali tal quali sia quelli sottoposti a trattamento chimico. Sono stati inoltre condotti studi cinetici al fine di approfondire i processi di adsorbimento. Infine, è stata valutata la capacità dei materiali, una volta adsorbiti i metalli, di rimuovere molecole organiche, utilizzando il diclofenac come composto modello.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29106