Nell'attuale scenario finanziario, caratterizzato da un'estrema velocità di circolazione delle informazioni e da una crescente attenzione ai fattori ESG, il rischio reputazionale è passato da variabile intangibile a determinante critica del valore aziendale. Nonostante la letteratura esistente si sia concentrata ampiamente sull'impatto immediato degli scandali, rimane ancora aperta la questione della persistenza dello shock: il mercato perdona le aziende nel lungo periodo o il danno reputazionale si traduce in una distruzione di valore permanente? Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare l’impatto del rischio reputazionale sul valore economico delle organizzazioni, focalizzandosi sulla traduzione del danno d’immagine in perdita monetaria tangibile. Nella prima parte, dopo aver definito il rischio reputazionale secondo la letteratura corrente, vengono esaminati i principali modelli di misurazione, distinguendo tra approcci qualitativi e quantitativi. Il cuore della ricerca è costituito dall'analisi empirica condotta tramite la metodologia degli Event Studies, applicata a una serie di casi studio selezionati. Attraverso l'estrazione di serie storiche dal terminale Bloomberg, l'analisi mira a quantificare i rendimenti anomali (CAR) e a osservare le variazioni negli spread dei Credit Default Swaps (CDS) come indicatori della percezione del rischio di insolvenza. I risultati attesi intendono confermare la correlazione tra eventi reputazionali avversi e volatilità dei mercati finanziari, fornendo un quadro sulla capacità del mercato di scontare immediatamente la perdita di fiducia verso l'emittente.
Il rischio reputazionale nella gestione finanziaria: impatti, misurazione e strategie di mitigazione
STRIULI, LEONARDO
2025/2026
Abstract
Nell'attuale scenario finanziario, caratterizzato da un'estrema velocità di circolazione delle informazioni e da una crescente attenzione ai fattori ESG, il rischio reputazionale è passato da variabile intangibile a determinante critica del valore aziendale. Nonostante la letteratura esistente si sia concentrata ampiamente sull'impatto immediato degli scandali, rimane ancora aperta la questione della persistenza dello shock: il mercato perdona le aziende nel lungo periodo o il danno reputazionale si traduce in una distruzione di valore permanente? Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare l’impatto del rischio reputazionale sul valore economico delle organizzazioni, focalizzandosi sulla traduzione del danno d’immagine in perdita monetaria tangibile. Nella prima parte, dopo aver definito il rischio reputazionale secondo la letteratura corrente, vengono esaminati i principali modelli di misurazione, distinguendo tra approcci qualitativi e quantitativi. Il cuore della ricerca è costituito dall'analisi empirica condotta tramite la metodologia degli Event Studies, applicata a una serie di casi studio selezionati. Attraverso l'estrazione di serie storiche dal terminale Bloomberg, l'analisi mira a quantificare i rendimenti anomali (CAR) e a osservare le variazioni negli spread dei Credit Default Swaps (CDS) come indicatori della percezione del rischio di insolvenza. I risultati attesi intendono confermare la correlazione tra eventi reputazionali avversi e volatilità dei mercati finanziari, fornendo un quadro sulla capacità del mercato di scontare immediatamente la perdita di fiducia verso l'emittente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29061