Il presente elaborato ha l’obiettivo di analizzare il reato di falso in bilancio non solo come fattispecie penale, ma anche come fenomeno contabile concreto, capace di alterare la rappresentazione della realtà aziendale. Il tema assume particolare rilevanza in considerazione del ruolo centrale che il bilancio d’esercizio riveste quale principale strumento di informativa esterna d’impresa nei confronti di soci, creditori e terzi. I quattro capitoli dell’elaborato sono così ripartiti tematicamente: nel primo viene ricostruita l’evoluzione normativa delle false comunicazioni sociali, dalla depenalizzazione del 2002 fino alla riforma del 2015, con particolare attenzione al rapporto tra disciplina penale e principi contabili nazionali; nel secondo vengono analizzate le principali tecniche di falsificazione riferite ai valori oggettivi di bilancio; nel terzo si approfondiscono le manipolazioni che interessano i valori soggettivi, con particolare riferimento alle poste caratterizzate da maggiore discrezionalità valutativa, quali rimanenze e crediti. Infine, nel quarto capitolo si affronta un’analisi empirica di significative pronunce giurisprudenziali, al fine di mostrare come l’accertamento del reato richieda non solo una valutazione giuridica, ma anche un’approfondita analisi contabile. Emergerà come il confine tra errore valutativo fisiologico e falsità penalmente rilevante dipenda dalla capacità di distinguere la legittima discrezionalità tecnica da condotte manipolative idonee ad alterare in modo significativo l’informazione societaria.
Il falso in bilancio tra valori certi e aree di stima: dalla normativa al caso concreto attraverso un'analisi contabile e giurisprudenziale
LEMIRO, YLENIA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato ha l’obiettivo di analizzare il reato di falso in bilancio non solo come fattispecie penale, ma anche come fenomeno contabile concreto, capace di alterare la rappresentazione della realtà aziendale. Il tema assume particolare rilevanza in considerazione del ruolo centrale che il bilancio d’esercizio riveste quale principale strumento di informativa esterna d’impresa nei confronti di soci, creditori e terzi. I quattro capitoli dell’elaborato sono così ripartiti tematicamente: nel primo viene ricostruita l’evoluzione normativa delle false comunicazioni sociali, dalla depenalizzazione del 2002 fino alla riforma del 2015, con particolare attenzione al rapporto tra disciplina penale e principi contabili nazionali; nel secondo vengono analizzate le principali tecniche di falsificazione riferite ai valori oggettivi di bilancio; nel terzo si approfondiscono le manipolazioni che interessano i valori soggettivi, con particolare riferimento alle poste caratterizzate da maggiore discrezionalità valutativa, quali rimanenze e crediti. Infine, nel quarto capitolo si affronta un’analisi empirica di significative pronunce giurisprudenziali, al fine di mostrare come l’accertamento del reato richieda non solo una valutazione giuridica, ma anche un’approfondita analisi contabile. Emergerà come il confine tra errore valutativo fisiologico e falsità penalmente rilevante dipenda dalla capacità di distinguere la legittima discrezionalità tecnica da condotte manipolative idonee ad alterare in modo significativo l’informazione societaria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29028