Negli ultimi vent’anni, la new wave di fantascienza cinese ha ottenuto una posizione centrale nel panorama letterario cinese configurandosi come uno dei generi letterari più adatti per raccontare la realtà “futuristica” della Cina contemporanea. Vincitrice del premio Hugo nel 2016 con la sua Pechino pieghevole (Beijing zhedie 北京折叠), Hao Jingfang 郝景芳 (n. 1984) è una tra le scrittrici più acclamate della new wave cinese. L’obiettivo principale del presente elaborato consiste nella proposta di traduzione del suo racconto ultra-irrealista (chaohuan 超幻), “Il pazzo” (Diankuang zhe 癫狂者), pubblicato nella raccolta Andare lontano (Qu yuanfang 去远方, 2016). La tesi si struttura in tre capitoli: il primo capitolo si apre con una breve riflessione sul genere fantascientifico, per poi ripercorrere la storia della fantascienza in Cina dalla sua nascita in epoca tardo Qing fino ad oggi; segue una breve biografia dell’autrice e una disamina sulla sua narrativa. A conclusione del primo capitolo, un paragrafo è dedicato alla presentazione del racconto e i richiami intertestuali e intersemiotici, presenti in esso, al “Diario di un pazzo” (Kuangren riji 狂人日记; 1918) di Lu Xun 鲁迅e al film The Truman show (1998) di Peter Weir. Il secondo capitolo è interamente dedicato alla proposta di traduzione del racconto “Il pazzo” (Diankuang zhe 癫狂者). Infine, il terzo capitolo consiste nel commento traduttologico, dove si presentano le principali difficoltà incontrate nel processo di traduzione e le strategie adottate per superarle.
“Il pazzo”: Ultra-irrealtà o follia? Proposta di traduzione e commento traduttologico di un racconto di Hao Jingfang
TALLUTO, PIERA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi vent’anni, la new wave di fantascienza cinese ha ottenuto una posizione centrale nel panorama letterario cinese configurandosi come uno dei generi letterari più adatti per raccontare la realtà “futuristica” della Cina contemporanea. Vincitrice del premio Hugo nel 2016 con la sua Pechino pieghevole (Beijing zhedie 北京折叠), Hao Jingfang 郝景芳 (n. 1984) è una tra le scrittrici più acclamate della new wave cinese. L’obiettivo principale del presente elaborato consiste nella proposta di traduzione del suo racconto ultra-irrealista (chaohuan 超幻), “Il pazzo” (Diankuang zhe 癫狂者), pubblicato nella raccolta Andare lontano (Qu yuanfang 去远方, 2016). La tesi si struttura in tre capitoli: il primo capitolo si apre con una breve riflessione sul genere fantascientifico, per poi ripercorrere la storia della fantascienza in Cina dalla sua nascita in epoca tardo Qing fino ad oggi; segue una breve biografia dell’autrice e una disamina sulla sua narrativa. A conclusione del primo capitolo, un paragrafo è dedicato alla presentazione del racconto e i richiami intertestuali e intersemiotici, presenti in esso, al “Diario di un pazzo” (Kuangren riji 狂人日记; 1918) di Lu Xun 鲁迅e al film The Truman show (1998) di Peter Weir. Il secondo capitolo è interamente dedicato alla proposta di traduzione del racconto “Il pazzo” (Diankuang zhe 癫狂者). Infine, il terzo capitolo consiste nel commento traduttologico, dove si presentano le principali difficoltà incontrate nel processo di traduzione e le strategie adottate per superarle.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28889