Questa tesi analizza il caso di Verona per esplorare come la socializzazione linguistica degli adolescenti sinodiscendenti si costruisca all’intersezione tra scuola pubblica italiana e scuole ereditarie cinesi. In un contesto in cui la presenza cinese è numericamente contenuta ma istituzionalmente visibile, l’obiettivo è quello di ricostruire i significati sociali attribuiti al cinese come lingua ereditaria e le implicazioni che tali significati hanno su appartenenza, riconoscimento e relazioni tra pari. Il lavoro si colloca nel quadro del progetto ECCO-Italy e adotta un impianto teorico che integra socializzazione linguistica, ideologie linguistiche e un approccio critico alla “cinesità”. Metodologicamente, la tesi combina una contestualizzazione statistica multi-scalare con un corpus qualitativo prodotto metodi etnografici. L’analisi mette in evidenza come il cinese venga investito di significati plurali e talvolta concorrenti, a volte esacerbati da un disallineamento tra le istituzioni educative. In tale cornice, il rifiuto o il disinvestimento dal cinese appare come posizionamento situato e forma di agentività. Nel complesso, la tesi contribuisce a decostruire l’equazione tra lingua e identità, mostrando come repertori situati, amicizie e mediazioni quotidiane possano riarticolare o sospendere i confini dell’appartenenza.
On not speaking Chinese a Verona: L’educazione di giovani sinodiscendenti tra aspettative, percezioni e posizionamenti
GIAMELLO, GIOVANNI
2024/2025
Abstract
Questa tesi analizza il caso di Verona per esplorare come la socializzazione linguistica degli adolescenti sinodiscendenti si costruisca all’intersezione tra scuola pubblica italiana e scuole ereditarie cinesi. In un contesto in cui la presenza cinese è numericamente contenuta ma istituzionalmente visibile, l’obiettivo è quello di ricostruire i significati sociali attribuiti al cinese come lingua ereditaria e le implicazioni che tali significati hanno su appartenenza, riconoscimento e relazioni tra pari. Il lavoro si colloca nel quadro del progetto ECCO-Italy e adotta un impianto teorico che integra socializzazione linguistica, ideologie linguistiche e un approccio critico alla “cinesità”. Metodologicamente, la tesi combina una contestualizzazione statistica multi-scalare con un corpus qualitativo prodotto metodi etnografici. L’analisi mette in evidenza come il cinese venga investito di significati plurali e talvolta concorrenti, a volte esacerbati da un disallineamento tra le istituzioni educative. In tale cornice, il rifiuto o il disinvestimento dal cinese appare come posizionamento situato e forma di agentività. Nel complesso, la tesi contribuisce a decostruire l’equazione tra lingua e identità, mostrando come repertori situati, amicizie e mediazioni quotidiane possano riarticolare o sospendere i confini dell’appartenenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28866