La tesi analizza le modalità di internazionalizzazione delle multinazionali cinesi nel contesto della trasformazione della Repubblica Popolare Cinese da “fabbrica del mondo” a economia orientata all’innovazione e alla qualità. Dopo una rassegna delle principali teorie classiche dell’internazionalizzazione, tra cui il paradigma eclettico di John H. Dunning e il modello di Uppsala, il lavoro evidenzia i limiti di tali approcci nell’interpretare il comportamento delle imprese dei paesi emergenti. Vengono quindi esaminate prospettive alternative, come la teoria LLL e la Springboard Theory, che considerano l’internazionalizzazione come uno strumento per acquisire risorse strategiche e accelerare il processo di catch-up competitivo. L’analisi si concentra successivamente sul percorso delle multinazionali cinesi nate durante la transizione della Cina da economia in via di sviluppo a economia avanzata. Nel terzo capitolo vengono illustrati i processi di apertura e upgrading industriale della Cina, dalle riforme del 1978 fino alla strategia Made in China 2025, sottolineando il ruolo delle politiche statali nel supporto all’espansione estera. Infine, il lavoro applica le prospettive teoriche discusse nella rassegna della letteratura all’analisi del caso Midea Group, mostrando come l’internazionalizzazione sia stata utilizzata come strategia per acquisire competenze, marchi e tecnologie, e per rafforzare la propria posizione nei mercati globali. Vengono quindi ricostruite le fasi principali della sua evoluzione, le strategie di crescita, di internazionalizzazione e le principali sfide affrontate dall’azienda.
L'internazionalizzazione delle multinazionali cinesi: il caso di Midea group
FRENDA, ILARIA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza le modalità di internazionalizzazione delle multinazionali cinesi nel contesto della trasformazione della Repubblica Popolare Cinese da “fabbrica del mondo” a economia orientata all’innovazione e alla qualità. Dopo una rassegna delle principali teorie classiche dell’internazionalizzazione, tra cui il paradigma eclettico di John H. Dunning e il modello di Uppsala, il lavoro evidenzia i limiti di tali approcci nell’interpretare il comportamento delle imprese dei paesi emergenti. Vengono quindi esaminate prospettive alternative, come la teoria LLL e la Springboard Theory, che considerano l’internazionalizzazione come uno strumento per acquisire risorse strategiche e accelerare il processo di catch-up competitivo. L’analisi si concentra successivamente sul percorso delle multinazionali cinesi nate durante la transizione della Cina da economia in via di sviluppo a economia avanzata. Nel terzo capitolo vengono illustrati i processi di apertura e upgrading industriale della Cina, dalle riforme del 1978 fino alla strategia Made in China 2025, sottolineando il ruolo delle politiche statali nel supporto all’espansione estera. Infine, il lavoro applica le prospettive teoriche discusse nella rassegna della letteratura all’analisi del caso Midea Group, mostrando come l’internazionalizzazione sia stata utilizzata come strategia per acquisire competenze, marchi e tecnologie, e per rafforzare la propria posizione nei mercati globali. Vengono quindi ricostruite le fasi principali della sua evoluzione, le strategie di crescita, di internazionalizzazione e le principali sfide affrontate dall’azienda.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28864