La tesi indaga l’evoluzione del regime energetico canadese durante i cosiddetti “lunghi anni Settanta” (1968-1984), un periodo di trasformazioni segnato dalla frattura degli allineamenti postbellici e dalla destabilizzazione degli equilibri globali che avevano facilitato i decenni precedenti di espansione. I risultati della ricerca mostrano che, nonostante le significative pressioni esterne e i profondi cambiamenti sia a livello amministrativo che istituzionale, iniziati sotto il governo di Pierre Elliott Trudeau, il sistema energetico canadese largamente basato su idrocarburi si è dimostrato capace di assorbire questi shock e di preservare il proprio status quo estrattivo. Per spiegare tale esito, la ricerca applica la Multi-Level Perspective (MLP) a un’indagine storica, fornendo un quadro teorico funzionale alla comprensione dei processi di cambiamento tecnologico all’interno di ampi sistemi socio-tecnici. Dopo aver ricostruito la formazione e il consolidamento delle strutture energetiche a partire dal secondo dopoguerra, lo studio esamina come le pressioni esogene del contesto macro-storico (landscape), dai movimenti ambientalisti alle crisi petrolifere, fino all’influenza predominante degli Stati Uniti, abbiano aperto finestre di opportunità per la formazione e lo sviluppo di nicchie tecnologiche (niche). Tuttavia, queste opportunità si sono scontrate con architetture politiche, industriali e culturali preesistenti, la cui inerzia ha precluso il passaggio a sistemi energetici più sostenibili. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’industria dei combustibili fossili, ulteriormente amplificato dalla presenza delle sussidiarie delle major petrolifere, nel mediare la posizione del Canada in un momento di fondamentale rottura.

The thesis investigates the evolution of the Canadian energy regime during the “long 1970s” (1968-1984), a transformative era marked by the fracturing of post-war alignments and the destabilisation of global equilibria that had underpinned the previous decades of expansion. The research findings show that, despite acute exogenous pressures and far-reaching administrative reforms initiated under Pierre Elliott Trudeau, Canada’s hydrocarbon regime proved largely capable of internalising disruption and preserving its extractive status quo. To explain this outcome, the study employs the Multi-Level Perspective (MLP) as a multiscalar heuristic, applied to the historical context to assess transitions in large socio-technical systems. After reconstructing the consolidation of the energy regime in the aftermath of the Second World War, the analysis explores how exogenous forces from the macro-historical landscape, ranging from the rise of ecological advocacy and the two “oil shocks” to the predominant influence of the United States, opened windows of opportunity for potential breakthroughs and low-carbon configurations. However, these opportunities intersected with entrenched political, industrial, and cultural architectures, which constrained the consolidation of low-carbon pathways. Particular attention is devoted to the pervasive role of the fossil fuel industry, further amplified by the presence of subsidiaries of transnational oil majors, in mediating Canada’s position during a moment of fundamental rupture.

A Multi-Level Perspective On Canada’s 1970s Energy Struggles

GAZZENTINI, FEDERICA
2024/2025

Abstract

La tesi indaga l’evoluzione del regime energetico canadese durante i cosiddetti “lunghi anni Settanta” (1968-1984), un periodo di trasformazioni segnato dalla frattura degli allineamenti postbellici e dalla destabilizzazione degli equilibri globali che avevano facilitato i decenni precedenti di espansione. I risultati della ricerca mostrano che, nonostante le significative pressioni esterne e i profondi cambiamenti sia a livello amministrativo che istituzionale, iniziati sotto il governo di Pierre Elliott Trudeau, il sistema energetico canadese largamente basato su idrocarburi si è dimostrato capace di assorbire questi shock e di preservare il proprio status quo estrattivo. Per spiegare tale esito, la ricerca applica la Multi-Level Perspective (MLP) a un’indagine storica, fornendo un quadro teorico funzionale alla comprensione dei processi di cambiamento tecnologico all’interno di ampi sistemi socio-tecnici. Dopo aver ricostruito la formazione e il consolidamento delle strutture energetiche a partire dal secondo dopoguerra, lo studio esamina come le pressioni esogene del contesto macro-storico (landscape), dai movimenti ambientalisti alle crisi petrolifere, fino all’influenza predominante degli Stati Uniti, abbiano aperto finestre di opportunità per la formazione e lo sviluppo di nicchie tecnologiche (niche). Tuttavia, queste opportunità si sono scontrate con architetture politiche, industriali e culturali preesistenti, la cui inerzia ha precluso il passaggio a sistemi energetici più sostenibili. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’industria dei combustibili fossili, ulteriormente amplificato dalla presenza delle sussidiarie delle major petrolifere, nel mediare la posizione del Canada in un momento di fondamentale rottura.
2024
The thesis investigates the evolution of the Canadian energy regime during the “long 1970s” (1968-1984), a transformative era marked by the fracturing of post-war alignments and the destabilisation of global equilibria that had underpinned the previous decades of expansion. The research findings show that, despite acute exogenous pressures and far-reaching administrative reforms initiated under Pierre Elliott Trudeau, Canada’s hydrocarbon regime proved largely capable of internalising disruption and preserving its extractive status quo. To explain this outcome, the study employs the Multi-Level Perspective (MLP) as a multiscalar heuristic, applied to the historical context to assess transitions in large socio-technical systems. After reconstructing the consolidation of the energy regime in the aftermath of the Second World War, the analysis explores how exogenous forces from the macro-historical landscape, ranging from the rise of ecological advocacy and the two “oil shocks” to the predominant influence of the United States, opened windows of opportunity for potential breakthroughs and low-carbon configurations. However, these opportunities intersected with entrenched political, industrial, and cultural architectures, which constrained the consolidation of low-carbon pathways. Particular attention is devoted to the pervasive role of the fossil fuel industry, further amplified by the presence of subsidiaries of transnational oil majors, in mediating Canada’s position during a moment of fundamental rupture.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28662