L’intento di questo lavoro è indagare il processo di apprendimento del dominio fonologico della lingua dei segni italiana (LIS) come lingua seconda (L2) da parte di studenti udenti liceali. L’obiettivo è osservare come la modalità visivo-manuale attraverso cui la LIS è veicolata, diversa (M2) dal canale acustico-vocale delle lingue vocali (M1 per gli apprendenti udenti), influenzi il processo di apprendimento. Lo studio analizza le produzioni in LIS di un campione di 58 studenti, di età compresa tra 14 e 17 anni, che studiano la LIS presso una scuola superiore del Nord Italia. Si tratta di tre classi con livelli diversi di competenza della LIS: la classe prima non ha conoscenze pregresse, la seconda ha già un anno di apprendimento e la terza due anni. Tramite un tirocinio osservativo di tre mesi sono state analizzate le produzioni in LIS in classe degli apprendenti, concentrandosi sugli errori fonologici. Inoltre, è stato proposto un esercizio di produzione che ha permesso di raccogliere dei dati linguistici semi-spontanei per valutare l’andamento conclusivo del percorso e confrontare i tre gruppi. Lo studio è stato condotto in ottica comparativa. Partendo dagli errori fonologici prodotti dai bambini sordi segnanti L1M1, sono stati poi considerati due studi: Rosen (2004), che analizza l’apprendimento della lingua dei segni americana (ASL) come L2M2 da parte di studenti udenti adulti con inglese L1 e Digiorgio (2024), che analizza l’apprendimento della LIS come L2M2 da parte di studenti udenti adulti con italiano L1. Questi confronti permettono di ampliare la ricerca sul processo di apprendimento fonologico di una lingua segnica come L2M2 tra diversi campioni di apprendenti. I risultati ottenuti mostrano come le tipologie di errori fonologici prodotti dal campione di adolescenti si rintracciano anche nel campione di apprendenti adulti di Rosen (2004) e Digiorgio (2024). Gli errori fonologici individuati riguardano tutti e cinque i parametri formazionali della LIS, sono stati prodotti da tutte le classi di apprendenti e si ipotizza siano spiegabili grazie alla teoria del CPM di Rosen (2004), secondo cui la destrezza motoria e l’attenzione percettiva sono fondamentali nelle fasi di apprendimento di una lingua segnica. Tali errori riguardano l’aggiunta del pollice, sostituzioni tra configurazioni, sostituzione del punto di articolazione, aggiunta della mano non dominante, sostituzioni di orientamento e movimenti, orientamenti e movimenti inversi e, infine, assenza delle componenti non manuali e formazione incompleta delle stesse. Infine, un’analisi qualitativa condotta sui dati semi-spontanei ha permesso di osservare che, all’aumentare degli anni di apprendimento, sembra esserci una diminuzione degli errori fonologici prodotti.
L’apprendimento della LIS come L2M2 in adolescenti udenti: un’analisi degli errori fonologico-lessicali
MAIORANA, MARIA TERESA
2024/2025
Abstract
L’intento di questo lavoro è indagare il processo di apprendimento del dominio fonologico della lingua dei segni italiana (LIS) come lingua seconda (L2) da parte di studenti udenti liceali. L’obiettivo è osservare come la modalità visivo-manuale attraverso cui la LIS è veicolata, diversa (M2) dal canale acustico-vocale delle lingue vocali (M1 per gli apprendenti udenti), influenzi il processo di apprendimento. Lo studio analizza le produzioni in LIS di un campione di 58 studenti, di età compresa tra 14 e 17 anni, che studiano la LIS presso una scuola superiore del Nord Italia. Si tratta di tre classi con livelli diversi di competenza della LIS: la classe prima non ha conoscenze pregresse, la seconda ha già un anno di apprendimento e la terza due anni. Tramite un tirocinio osservativo di tre mesi sono state analizzate le produzioni in LIS in classe degli apprendenti, concentrandosi sugli errori fonologici. Inoltre, è stato proposto un esercizio di produzione che ha permesso di raccogliere dei dati linguistici semi-spontanei per valutare l’andamento conclusivo del percorso e confrontare i tre gruppi. Lo studio è stato condotto in ottica comparativa. Partendo dagli errori fonologici prodotti dai bambini sordi segnanti L1M1, sono stati poi considerati due studi: Rosen (2004), che analizza l’apprendimento della lingua dei segni americana (ASL) come L2M2 da parte di studenti udenti adulti con inglese L1 e Digiorgio (2024), che analizza l’apprendimento della LIS come L2M2 da parte di studenti udenti adulti con italiano L1. Questi confronti permettono di ampliare la ricerca sul processo di apprendimento fonologico di una lingua segnica come L2M2 tra diversi campioni di apprendenti. I risultati ottenuti mostrano come le tipologie di errori fonologici prodotti dal campione di adolescenti si rintracciano anche nel campione di apprendenti adulti di Rosen (2004) e Digiorgio (2024). Gli errori fonologici individuati riguardano tutti e cinque i parametri formazionali della LIS, sono stati prodotti da tutte le classi di apprendenti e si ipotizza siano spiegabili grazie alla teoria del CPM di Rosen (2004), secondo cui la destrezza motoria e l’attenzione percettiva sono fondamentali nelle fasi di apprendimento di una lingua segnica. Tali errori riguardano l’aggiunta del pollice, sostituzioni tra configurazioni, sostituzione del punto di articolazione, aggiunta della mano non dominante, sostituzioni di orientamento e movimenti, orientamenti e movimenti inversi e, infine, assenza delle componenti non manuali e formazione incompleta delle stesse. Infine, un’analisi qualitativa condotta sui dati semi-spontanei ha permesso di osservare che, all’aumentare degli anni di apprendimento, sembra esserci una diminuzione degli errori fonologici prodotti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28641