La tesi indaga la costruzione sociale dell'accessibilità museale per persone con disabilità visive, muovendosi da una domanda centrale: come viene concretamente realizzata e quali implicazioni teoriche, metodologiche e culturali ne emergono? Il lavoro si articola in tre parti. Il primo capitolo ricostruisce la genealogia storico-artistica del primato della vista nella cultura occidentale e delle sperimentazioni multisensoriali che l'hanno messa in discussione, dalla sinestesia all'arte immersiva. Il secondo capitolo esamina i fondamenti teorici dell'accessibilità museale, il passaggio dal modello medico al modello sociale della disabilità, e le principali esperienze italiane di museologia tattile. Il terzo capitolo presenta i risultati di una ricerca empirica qualitativa basata su interviste semi-strutturate e visite esperienziali a quattro musei tattili italiani: il Museo Tolomeo di Bologna, il Museo Tattile Anteros di Bologna, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e il MUTAT di San Vito al Tagliamento. L'analisi comparativa rivela quattro approcci distinti, etico-normativo, scientifico-educativo, progettuale e affettivo-comunitario, che si configurano come dimensioni complementari di un fenomeno più ampio. Il passaggio da "vietato toccare" a "vietato non toccare" rappresenta dunque una trasformazione epistemologica profonda: non una semplice facilitazione per una minoranza, ma un ripensamento radicale della relazione tra arte, corpo e conoscenza.
Si prega di toccare Accessibilità museale e disabilità visive: verso un'estetica del contatto
GENTILE, ILARIA
2024/2025
Abstract
La tesi indaga la costruzione sociale dell'accessibilità museale per persone con disabilità visive, muovendosi da una domanda centrale: come viene concretamente realizzata e quali implicazioni teoriche, metodologiche e culturali ne emergono? Il lavoro si articola in tre parti. Il primo capitolo ricostruisce la genealogia storico-artistica del primato della vista nella cultura occidentale e delle sperimentazioni multisensoriali che l'hanno messa in discussione, dalla sinestesia all'arte immersiva. Il secondo capitolo esamina i fondamenti teorici dell'accessibilità museale, il passaggio dal modello medico al modello sociale della disabilità, e le principali esperienze italiane di museologia tattile. Il terzo capitolo presenta i risultati di una ricerca empirica qualitativa basata su interviste semi-strutturate e visite esperienziali a quattro musei tattili italiani: il Museo Tolomeo di Bologna, il Museo Tattile Anteros di Bologna, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e il MUTAT di San Vito al Tagliamento. L'analisi comparativa rivela quattro approcci distinti, etico-normativo, scientifico-educativo, progettuale e affettivo-comunitario, che si configurano come dimensioni complementari di un fenomeno più ampio. Il passaggio da "vietato toccare" a "vietato non toccare" rappresenta dunque una trasformazione epistemologica profonda: non una semplice facilitazione per una minoranza, ma un ripensamento radicale della relazione tra arte, corpo e conoscenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28624