La tesi si propone di indagare come l’artista Zoran Music sia entrato nel contesto dell’arte e della pittura italiana a metà ‘900, scegliendo come tema principale quello del paesaggio, in particolar modo i paesaggi veneziani realizzati dall’artista nel corso di tutta la sua carriera. Il rapporto tra Music e Venezia nasce dopo il suo ritorno nella città dopo l’anno di prigionia nel campo di concentramento di Dachau: come per ogni suo paesaggio il pittore dedica alla città dei cicli di opere, in questa tesi si andranno ad analizzare quelli realizzati negli anni ’40, per poi passare alle opere più mature degli anni ’80. Questa analisi vuole sottolineare come cambi la visione che il pittore ha della città, passando da una Venezia gioiosa quasi spensierata ad una Venezia fatta di silenzi, foschia e solitudine. Music è arrivato alla fama internazionale grazie alla poetica che si cela dietro alla semplicità delle sue immagini; la sua è una pittura di ricordi, contemplazione, un momento di sospensione dall’affollata e fagocitante contemporaneità, una pittura che si fa quasi poesia – perché la bella pittura è sinonimo di poesia – una pittura e un uomo che, per lungo tempo, si sono aggirati attorno a un unico paesaggio: il paesaggio desertico che è la vita.
Paesaggi di memoria: le Venezie di Zoran Music
FORNARI, GILDA
2024/2025
Abstract
La tesi si propone di indagare come l’artista Zoran Music sia entrato nel contesto dell’arte e della pittura italiana a metà ‘900, scegliendo come tema principale quello del paesaggio, in particolar modo i paesaggi veneziani realizzati dall’artista nel corso di tutta la sua carriera. Il rapporto tra Music e Venezia nasce dopo il suo ritorno nella città dopo l’anno di prigionia nel campo di concentramento di Dachau: come per ogni suo paesaggio il pittore dedica alla città dei cicli di opere, in questa tesi si andranno ad analizzare quelli realizzati negli anni ’40, per poi passare alle opere più mature degli anni ’80. Questa analisi vuole sottolineare come cambi la visione che il pittore ha della città, passando da una Venezia gioiosa quasi spensierata ad una Venezia fatta di silenzi, foschia e solitudine. Music è arrivato alla fama internazionale grazie alla poetica che si cela dietro alla semplicità delle sue immagini; la sua è una pittura di ricordi, contemplazione, un momento di sospensione dall’affollata e fagocitante contemporaneità, una pittura che si fa quasi poesia – perché la bella pittura è sinonimo di poesia – una pittura e un uomo che, per lungo tempo, si sono aggirati attorno a un unico paesaggio: il paesaggio desertico che è la vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28603