Le opere, nel corso dei secoli, hanno viaggiato per mare e per terra, spostandosi tra le collezioni di sovrani, nobili, mercanti e collezionisti. La loro storia dopo l’uscita dalla bottega di produzione è una peregrinazione che coinvolge vendite, aste, saccheggi e donazioni. Considerata l’immensa quantità di vicende da narrare e da sviscerare e con l’obiettivo di proporre un’analisi il più accurata possibile si è dovuto prediligere un unico museo. La scelta è ricaduta sull’Ashmolean Museum di Oxford, una città traboccante di storia e cultura che ha ospitato collezionisti, intellettuali e appassionati. Per lo stesso motivo sono stati selezionati alcuni dipinti del Rinascimento fiorentino e veneziano che verranno esaminati inizialmente nel loro contesto originario – inteso come attribuzione, datazione e composizione – per poi soffermarsi sul percorso che li ha portati a far parte delle collezioni del museo inglese. Per raggiungere tale obiettivo sono stati consultati i Report e i cataloghi del museo in questione e analizzati i personaggi che nei secoli hanno gravitato attorno alle opere. Un ruolo di primo piano verrà naturalmente riservato ai collezionisti per comprendere, tramite la lettura di lettere, documenti e testi originali, le motivazioni che hanno condotto all’acquisto di determinati capolavori. Inoltre, grazie al supporto fornito dal personale del Department of Western Art dell’Ashmolean Museum durante una permanenza di un mese a Oxford, questa indagine sarà integrata da alcune lettere conservate presso gli archivi del museo stesso scritte da storici dell’arte del calibro di Rodolfo Pallucchini, Giles Robertson, Hans Gronau, Christopher Lloyd, Karl Parker e Fern R. Shapley.

PER LA STORIA DEL COLLEZIONISMO DELLA PITTURA ITALIANA IN INGHILTERRA Su alcuni dipinti fiorentini e veneti conservati nell'Ashmolean Museum di Oxford

MARANER, ANNA
2024/2025

Abstract

Le opere, nel corso dei secoli, hanno viaggiato per mare e per terra, spostandosi tra le collezioni di sovrani, nobili, mercanti e collezionisti. La loro storia dopo l’uscita dalla bottega di produzione è una peregrinazione che coinvolge vendite, aste, saccheggi e donazioni. Considerata l’immensa quantità di vicende da narrare e da sviscerare e con l’obiettivo di proporre un’analisi il più accurata possibile si è dovuto prediligere un unico museo. La scelta è ricaduta sull’Ashmolean Museum di Oxford, una città traboccante di storia e cultura che ha ospitato collezionisti, intellettuali e appassionati. Per lo stesso motivo sono stati selezionati alcuni dipinti del Rinascimento fiorentino e veneziano che verranno esaminati inizialmente nel loro contesto originario – inteso come attribuzione, datazione e composizione – per poi soffermarsi sul percorso che li ha portati a far parte delle collezioni del museo inglese. Per raggiungere tale obiettivo sono stati consultati i Report e i cataloghi del museo in questione e analizzati i personaggi che nei secoli hanno gravitato attorno alle opere. Un ruolo di primo piano verrà naturalmente riservato ai collezionisti per comprendere, tramite la lettura di lettere, documenti e testi originali, le motivazioni che hanno condotto all’acquisto di determinati capolavori. Inoltre, grazie al supporto fornito dal personale del Department of Western Art dell’Ashmolean Museum durante una permanenza di un mese a Oxford, questa indagine sarà integrata da alcune lettere conservate presso gli archivi del museo stesso scritte da storici dell’arte del calibro di Rodolfo Pallucchini, Giles Robertson, Hans Gronau, Christopher Lloyd, Karl Parker e Fern R. Shapley.
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