La tesi analizza l’evoluzione dei discorsi queer nel magazine cinese Gayspot 点 attraverso una selezione di cinque editoriali e trentuno articoli, con l’obiettivo di indagare come la comunità queer utilizzi il linguaggio per negoziare il proprio spazio discorsivo, ridefinire la soggettività e costruire l’identità nella Cina continentale. La ricerca esamina inoltre in che modo tali pratiche contribuiscano all’emancipazione dallo stigma sociale, gli escamotage linguistici impiegati per eludere la censura statale e le modalità con cui le strategie discorsive identificate riflettano o contestino il discorso eteronormativo dominante. L’approccio adottato si colloca nell’ambito della sociolinguistica critica e si fonda sul quadro teorico della Teoria Queer. L’analisi, di natura qualitativa, combina traduzione, trascrizione in pinyin e un esame approfondito delle scelte linguistiche, narrative e identitarie presenti nei testi. Il metodo comprende lo studio delle strategie di autorappresentazione, dei processi di normalizzazione e delle dinamiche di agency che caratterizzano il discorso omosessuale nella Cina del periodo 2007–2014, fase corrispondente alla pubblicazione cartacea della rivista, antecedente alla sua completa digitalizzazione. La tesi si articola in tre capitoli, seguiti da una conclusione. Il primo capitolo offre un excursus storico sulla rappresentazione dell’omosessualità in Cina, dal periodo imperiale all’età contemporanea, e presenta il contesto editoriale della rivista, con attenzione alla sua genesi, all’evoluzione del titolo e alle strategie di diffusione. Il secondo capitolo analizza gli editoriali di apertura dei primi cinque numeri, evidenziando come le scelte linguistiche e discorsive contribuiscano alla costruzione dell’identità queer e alla negoziazione di uno spazio di espressione in un contesto caratterizzato da un rigido sistema censorio. Il terzo capitolo approfondisce una selezione di articoli del corpus, discutendo come le strategie individuate concorrano alla definizione di una soggettività queer capace di rispecchiare o mettere in discussione le norme eteronormative vigenti nella società cinese del periodo preso in analisi. La conclusione mette in luce la progressiva trasformazione del discorso della rivista, che passa da narrazioni segnate dalla marginalizzazione a forme più articolate di autorappresentazione e affermazione, contribuendo alla comprensione delle pratiche discorsive queer nel contesto sinofono e al ruolo della rivista nella ridefinizione pubblica delle soggettività queer.
Eteronormatività e censura: costruzione e negoziazione dello spazio omosessuale nella Cina contemporanea attraverso l’analisi sociolinguistica dei primi numeri della rivista GaySpot 点.
BUONO, LUCIA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza l’evoluzione dei discorsi queer nel magazine cinese Gayspot 点 attraverso una selezione di cinque editoriali e trentuno articoli, con l’obiettivo di indagare come la comunità queer utilizzi il linguaggio per negoziare il proprio spazio discorsivo, ridefinire la soggettività e costruire l’identità nella Cina continentale. La ricerca esamina inoltre in che modo tali pratiche contribuiscano all’emancipazione dallo stigma sociale, gli escamotage linguistici impiegati per eludere la censura statale e le modalità con cui le strategie discorsive identificate riflettano o contestino il discorso eteronormativo dominante. L’approccio adottato si colloca nell’ambito della sociolinguistica critica e si fonda sul quadro teorico della Teoria Queer. L’analisi, di natura qualitativa, combina traduzione, trascrizione in pinyin e un esame approfondito delle scelte linguistiche, narrative e identitarie presenti nei testi. Il metodo comprende lo studio delle strategie di autorappresentazione, dei processi di normalizzazione e delle dinamiche di agency che caratterizzano il discorso omosessuale nella Cina del periodo 2007–2014, fase corrispondente alla pubblicazione cartacea della rivista, antecedente alla sua completa digitalizzazione. La tesi si articola in tre capitoli, seguiti da una conclusione. Il primo capitolo offre un excursus storico sulla rappresentazione dell’omosessualità in Cina, dal periodo imperiale all’età contemporanea, e presenta il contesto editoriale della rivista, con attenzione alla sua genesi, all’evoluzione del titolo e alle strategie di diffusione. Il secondo capitolo analizza gli editoriali di apertura dei primi cinque numeri, evidenziando come le scelte linguistiche e discorsive contribuiscano alla costruzione dell’identità queer e alla negoziazione di uno spazio di espressione in un contesto caratterizzato da un rigido sistema censorio. Il terzo capitolo approfondisce una selezione di articoli del corpus, discutendo come le strategie individuate concorrano alla definizione di una soggettività queer capace di rispecchiare o mettere in discussione le norme eteronormative vigenti nella società cinese del periodo preso in analisi. La conclusione mette in luce la progressiva trasformazione del discorso della rivista, che passa da narrazioni segnate dalla marginalizzazione a forme più articolate di autorappresentazione e affermazione, contribuendo alla comprensione delle pratiche discorsive queer nel contesto sinofono e al ruolo della rivista nella ridefinizione pubblica delle soggettività queer.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28565