Il presente studio analizza la controversia marittima tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale (MCM), ponendola come un caso cruciale per la validità e l'efficacia del diritto internazionale contemporaneo. L'obiettivo è analizzare le norme stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) e valutare il processo e gli effetti della Sentenza Arbitrale del 2016 emessa dal Tribunale dell'Aia. Utilizzando un approccio che unisce l'analisi legale e quella geopolitica, lo studio ricostruisce le radici storiche della contesa (Capitolo 3.1) e il procedimento arbitrale previsto dall'Allegato VII dell'UNCLOS. L'attenzione si concentra sulle decisioni fondamentali del Tribunale, in particolare la dichiarazione di invalidità giuridica della "Linea dei Nove Tratti" cinese e la riclassificazione delle isole Spratly come semplici rocce, escludendole dal diritto a una Zona Economica Esclusiva. La Sentenza, nonostante rappresenti un successo legale significativo per le Filippine e per il sistema basato sulle regole (Capitolo 3.3), è stata totalmente rifiutata e disattesa dalla Cina. La ricerca si conclude con l'analisi delle conseguenze geopolitiche (Capitolo 4), sottolineando come il rifiuto cinese rappresenti una sfida diretta all'autorità dell'UNCLOS e favorisca la militarizzazione e l'instabilità del Mar Cinese Meridionale, scenario di una crescente competizione strategica mondiale. I risultati mettono in luce i limiti del diritto internazionale in mancanza di volontà politica e strumenti coercitivi verso le potenze dominanti.
La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e il Mar Cinese Meridionale: la controversia tra la Repubblica Popolare Cinese e le Filippine davanti al tribunale arbitrale
SERAFINI, ILENIA
2024/2025
Abstract
Il presente studio analizza la controversia marittima tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale (MCM), ponendola come un caso cruciale per la validità e l'efficacia del diritto internazionale contemporaneo. L'obiettivo è analizzare le norme stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) e valutare il processo e gli effetti della Sentenza Arbitrale del 2016 emessa dal Tribunale dell'Aia. Utilizzando un approccio che unisce l'analisi legale e quella geopolitica, lo studio ricostruisce le radici storiche della contesa (Capitolo 3.1) e il procedimento arbitrale previsto dall'Allegato VII dell'UNCLOS. L'attenzione si concentra sulle decisioni fondamentali del Tribunale, in particolare la dichiarazione di invalidità giuridica della "Linea dei Nove Tratti" cinese e la riclassificazione delle isole Spratly come semplici rocce, escludendole dal diritto a una Zona Economica Esclusiva. La Sentenza, nonostante rappresenti un successo legale significativo per le Filippine e per il sistema basato sulle regole (Capitolo 3.3), è stata totalmente rifiutata e disattesa dalla Cina. La ricerca si conclude con l'analisi delle conseguenze geopolitiche (Capitolo 4), sottolineando come il rifiuto cinese rappresenti una sfida diretta all'autorità dell'UNCLOS e favorisca la militarizzazione e l'instabilità del Mar Cinese Meridionale, scenario di una crescente competizione strategica mondiale. I risultati mettono in luce i limiti del diritto internazionale in mancanza di volontà politica e strumenti coercitivi verso le potenze dominanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28423