Negli ultimi anni il contesto internazionale è stato segnato da una serie di eventi geopolitici, capaci di generare shock profondi nei mercati globali e di ridefinire le strategie economiche e commerciali delle imprese. L’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa ha rappresentato una frattura nell’ordine economico internazionale, provocando una reazione immediata e coordinata da parte della comunità europea e dei suoi partner attraverso l’introduzione di un ampio sistema di sanzioni. Le aziende occidentali hanno dovuto decidere in tempi brevi se mantenere la propria presenza in Russia, sospendere temporaneamente le attività, oppure uscire definitivamente dal mercato, con ricadute sia sul piano reputazionale che su quello economico-finanziario. Tuttavia, il regime sanzionatorio non ha sufficientemente ridotto le entrate russe per fermare il conflitto o condizionarne la durata. Le misure applicate hanno altresì prodotto evidenti ripercussioni sui Paesi sanzionatori e sulle loro imprese, in particolare su quelle più esposte ai mercati e alle forniture russe. Parallelamente, la guerra ha interrotto gran parte delle catene di approvvigionamento in Ucraina, generando ulteriori difficoltà per coloro che operavano nel Paese e che dipendevano dalle sue materie prime. La presente ricerca si propone di analizzare l’impatto del conflitto e delle sanzioni sull’economia italiana e sulle imprese nazionali, con particolare attenzione alle strategie aziendali implementate e agli effetti sui flussi commerciali tra l’Italia e i Paesi coinvolti nelle ostilità. L’elaborato intende altresì contribuire alla comprensione delle strategie di gestione del rischio adottate in risposta allo scenario di crisi straordinaria, individuando possibili elementi di resilienza e adattabilità utili anche in prospettiva futura. Nella prima parte del lavoro verrà fornito un inquadramento del contesto geopolitico di riferimento, con un focus sulle cause della crisi russo-ucraina, sulla sua evoluzione e sui principali effetti macroeconomici globali. Inoltre, verrà riservata particolare attenzione all’analisi e alla valutazione delle sanzioni introdotte e della loro efficacia. Il secondo capitolo analizzerà le ricadute specifiche per l’economia italiana e, in particolare, per il comparto manifatturiero. Nella prima parte verrà evidenziata la dinamica degli scambi commerciali con Russia e Ucraina, per comprendere l’esposizione e il relativo impatto delle diverse attività. Successivamente, attraverso il database AIDA verrà svolta un analisi su un campione di imprese manifatturiere suddivise per classe d’attività e verranno messe in luce le principali variazioni in termini di fatturato e marginalità operativa, al fine di valutare l’andamento generale del comparto in un contesto di forte crisi e instabilità. Il capitolo conclusivo, invece, si concentrerà sullo studio di sei società italiane particolarmente esposte agli effetti del conflitto, per dare un evidenza delle principali strategie attuate. Dal punto di vista metodologico, la ricerca si baserà su un’analisi quantitativa e qualitativa, attraverso lo studio di bilanci, report e relazioni annuali, per ricostruire le scelte strategiche attuate prima e dopo lo scoppio del conflitto. L’obiettivo dell’analisi sarà misurare l’effetto concreto delle strategie adottate, distinguendo tra imprese resilienti e vulnerabili, offrendo un contributo alla letteratura sulla gestione aziendale delle crisi internazionali.

L’IMPATTO ECONOMICO - FINANZIARIO DELLA GUERRA SULLE AZIENDE ITALIANE: STRATEGIE DI RESILIENZA E MITIGAZIONE DEL RISCHIO

DE NADAI, DANIELE
2024/2025

Abstract

Negli ultimi anni il contesto internazionale è stato segnato da una serie di eventi geopolitici, capaci di generare shock profondi nei mercati globali e di ridefinire le strategie economiche e commerciali delle imprese. L’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa ha rappresentato una frattura nell’ordine economico internazionale, provocando una reazione immediata e coordinata da parte della comunità europea e dei suoi partner attraverso l’introduzione di un ampio sistema di sanzioni. Le aziende occidentali hanno dovuto decidere in tempi brevi se mantenere la propria presenza in Russia, sospendere temporaneamente le attività, oppure uscire definitivamente dal mercato, con ricadute sia sul piano reputazionale che su quello economico-finanziario. Tuttavia, il regime sanzionatorio non ha sufficientemente ridotto le entrate russe per fermare il conflitto o condizionarne la durata. Le misure applicate hanno altresì prodotto evidenti ripercussioni sui Paesi sanzionatori e sulle loro imprese, in particolare su quelle più esposte ai mercati e alle forniture russe. Parallelamente, la guerra ha interrotto gran parte delle catene di approvvigionamento in Ucraina, generando ulteriori difficoltà per coloro che operavano nel Paese e che dipendevano dalle sue materie prime. La presente ricerca si propone di analizzare l’impatto del conflitto e delle sanzioni sull’economia italiana e sulle imprese nazionali, con particolare attenzione alle strategie aziendali implementate e agli effetti sui flussi commerciali tra l’Italia e i Paesi coinvolti nelle ostilità. L’elaborato intende altresì contribuire alla comprensione delle strategie di gestione del rischio adottate in risposta allo scenario di crisi straordinaria, individuando possibili elementi di resilienza e adattabilità utili anche in prospettiva futura. Nella prima parte del lavoro verrà fornito un inquadramento del contesto geopolitico di riferimento, con un focus sulle cause della crisi russo-ucraina, sulla sua evoluzione e sui principali effetti macroeconomici globali. Inoltre, verrà riservata particolare attenzione all’analisi e alla valutazione delle sanzioni introdotte e della loro efficacia. Il secondo capitolo analizzerà le ricadute specifiche per l’economia italiana e, in particolare, per il comparto manifatturiero. Nella prima parte verrà evidenziata la dinamica degli scambi commerciali con Russia e Ucraina, per comprendere l’esposizione e il relativo impatto delle diverse attività. Successivamente, attraverso il database AIDA verrà svolta un analisi su un campione di imprese manifatturiere suddivise per classe d’attività e verranno messe in luce le principali variazioni in termini di fatturato e marginalità operativa, al fine di valutare l’andamento generale del comparto in un contesto di forte crisi e instabilità. Il capitolo conclusivo, invece, si concentrerà sullo studio di sei società italiane particolarmente esposte agli effetti del conflitto, per dare un evidenza delle principali strategie attuate. Dal punto di vista metodologico, la ricerca si baserà su un’analisi quantitativa e qualitativa, attraverso lo studio di bilanci, report e relazioni annuali, per ricostruire le scelte strategiche attuate prima e dopo lo scoppio del conflitto. L’obiettivo dell’analisi sarà misurare l’effetto concreto delle strategie adottate, distinguendo tra imprese resilienti e vulnerabili, offrendo un contributo alla letteratura sulla gestione aziendale delle crisi internazionali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28403