La tesi approfondisce il tema della gestione della liquidità nelle piccole e medie imprese italiane, analizzando preliminarmente le caratteristiche generali della liquidità, le sue funzioni e il ruolo che essa riveste nell’equilibrio finanziario delle imprese. Dopo una rassegna delle principali motivazioni che spingono le imprese ad accumulare risorse liquide, dei benefici associati alla disponibilità di cassa e dei potenziali costi legati a livelli eccessivi, l’attenzione si concentra sulle peculiarità delle PMI, spesso caratterizzate da un accesso al credito più limitato, da una maggiore vulnerabilità agli shock finanziari e da politiche gestionali orientate alla prudenza. Gli aspetti teorici sono supportati da un’analisi empirica condotta sui bilanci 2024 delle PMI italiane estratti dal database AIDA, mediante l’applicazione di un modello econometrico che include componenti quadratiche e variabili di interazione, al fine di verificare l’esistenza di relazioni non lineari tra liquidità, indebitamento e redditività. L’analisi è articolata per dimensione e per macrosettore economico, così da cogliere eventuali differenze tra imprese operanti in contesti produttivi eterogenei. I risultati confermano la presenza di un livello ottimale di liquidità oltre il quale la performance tende a ridursi e mettono in evidenza differenze significative tra comparti, evidenziando come la combinazione tra risorse liquide e struttura del debito assuma un ruolo determinante nel definire l’equilibrio finanziario delle PMI italiane.
La gestione della liquidità nelle PMI italiane: aspetti teorici e analisi empirica
DE CONTO, STEFANO
2024/2025
Abstract
La tesi approfondisce il tema della gestione della liquidità nelle piccole e medie imprese italiane, analizzando preliminarmente le caratteristiche generali della liquidità, le sue funzioni e il ruolo che essa riveste nell’equilibrio finanziario delle imprese. Dopo una rassegna delle principali motivazioni che spingono le imprese ad accumulare risorse liquide, dei benefici associati alla disponibilità di cassa e dei potenziali costi legati a livelli eccessivi, l’attenzione si concentra sulle peculiarità delle PMI, spesso caratterizzate da un accesso al credito più limitato, da una maggiore vulnerabilità agli shock finanziari e da politiche gestionali orientate alla prudenza. Gli aspetti teorici sono supportati da un’analisi empirica condotta sui bilanci 2024 delle PMI italiane estratti dal database AIDA, mediante l’applicazione di un modello econometrico che include componenti quadratiche e variabili di interazione, al fine di verificare l’esistenza di relazioni non lineari tra liquidità, indebitamento e redditività. L’analisi è articolata per dimensione e per macrosettore economico, così da cogliere eventuali differenze tra imprese operanti in contesti produttivi eterogenei. I risultati confermano la presenza di un livello ottimale di liquidità oltre il quale la performance tende a ridursi e mettono in evidenza differenze significative tra comparti, evidenziando come la combinazione tra risorse liquide e struttura del debito assuma un ruolo determinante nel definire l’equilibrio finanziario delle PMI italiane.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28401