Il ciberfemminismo è emerso nei primi anni Novanta come una convergenza di pratiche artistiche, ricerca e attivismo, concependo Internet come uno spazio per sfidare le relazioni di potere patriarcali. Sebbene le sue origini siano caratterizzate da una percezione utopica generalizzata della tecnologia, radicata in narrazioni eurocentriche e anglofone, questa ricerca ne fornisce una rivalutazione critica attraverso una lente decoloniale. Tracciando l'evoluzione del campo verso un discorso decoloniale, lo studio indaga come le prospettive decoloniali favoriscano una narrazione più inclusiva per ripensare le attuali soggettività digitali. Incentrato sui primi due decenni del XXI secolo, questo lavoro mette in primo piano le particolarità estetiche e politiche di progetti artistici ciberfemministi latinoamericani poco documentati. Utilizzando le pratiche di Praba Pilar (Colombia) e Corazón de Robota (Cile) come casi di studio primari, la ricerca analizza come queste artiste adattino il ciberfemminismo ai contesti locali. Il loro lavoro illustra una “disobbedienza tecnologica” che resiste all'esclusione dalla storia ufficiale del ciberfemminismo. Attraverso l'ironia, il DIY, il DIT e le pratiche dei media tattici, queste artiste risignificano gli strumenti digitali, colmano i divari di genere e contestano i pregiudizi patriarcali nei sistemi di potere. In definitiva, questa ricerca avvia un percorso verso la rivendicazione dell'archivio digitale come sito di visibilità artistica latinoamericana per la resistenza regionale.

Cyberfeminism emerged in the early 1990s as a convergence of artistic practices, research, and activism, conceiving the Internet as a space to challenge patriarchal power relations. While its origins are characterized by a generalized utopian perception of technology rooted in Eurocentric and Anglophone narratives, this research provides a critical re-evaluation through a decolonial lens. By tracing the evolution of the field into a decolonial discourse, the study investigates how decolonial perspectives foster a more inclusive narrative to rethink current digital subjectivities. Centering on the first two decades of the 21st century, this work foregrounds the aesthetic and political particularities of under-documented cyberfeminist art Latin American projects. Using the practices of Praba Pilar (Colombia) and Corazón de Robota (Chile) as primary case studies, the research analyzes how these artists adapt cyberfeminism to local contexts. Their work illustrates a “technological disobedience” that resists the exclusion from cyberfeminism’s official history. Through irony, DIY, DIT, and tactical media practices, these artists re-signify digital tools, bridge gender gaps, and contest patriarchal biases in systems of power. Ultimately, this research initiates a path toward reclaiming the digital archive as a site of Latin American artistic visibility for regional resistance.

Mestiza Cyborgs: Cyberfeminist Art in Latin America and the Recovery of Embodied Technology

GONZÁLEZ VALLEJO, MARÍA ALEJANDRA
2024/2025

Abstract

Il ciberfemminismo è emerso nei primi anni Novanta come una convergenza di pratiche artistiche, ricerca e attivismo, concependo Internet come uno spazio per sfidare le relazioni di potere patriarcali. Sebbene le sue origini siano caratterizzate da una percezione utopica generalizzata della tecnologia, radicata in narrazioni eurocentriche e anglofone, questa ricerca ne fornisce una rivalutazione critica attraverso una lente decoloniale. Tracciando l'evoluzione del campo verso un discorso decoloniale, lo studio indaga come le prospettive decoloniali favoriscano una narrazione più inclusiva per ripensare le attuali soggettività digitali. Incentrato sui primi due decenni del XXI secolo, questo lavoro mette in primo piano le particolarità estetiche e politiche di progetti artistici ciberfemministi latinoamericani poco documentati. Utilizzando le pratiche di Praba Pilar (Colombia) e Corazón de Robota (Cile) come casi di studio primari, la ricerca analizza come queste artiste adattino il ciberfemminismo ai contesti locali. Il loro lavoro illustra una “disobbedienza tecnologica” che resiste all'esclusione dalla storia ufficiale del ciberfemminismo. Attraverso l'ironia, il DIY, il DIT e le pratiche dei media tattici, queste artiste risignificano gli strumenti digitali, colmano i divari di genere e contestano i pregiudizi patriarcali nei sistemi di potere. In definitiva, questa ricerca avvia un percorso verso la rivendicazione dell'archivio digitale come sito di visibilità artistica latinoamericana per la resistenza regionale.
2024
Cyberfeminism emerged in the early 1990s as a convergence of artistic practices, research, and activism, conceiving the Internet as a space to challenge patriarchal power relations. While its origins are characterized by a generalized utopian perception of technology rooted in Eurocentric and Anglophone narratives, this research provides a critical re-evaluation through a decolonial lens. By tracing the evolution of the field into a decolonial discourse, the study investigates how decolonial perspectives foster a more inclusive narrative to rethink current digital subjectivities. Centering on the first two decades of the 21st century, this work foregrounds the aesthetic and political particularities of under-documented cyberfeminist art Latin American projects. Using the practices of Praba Pilar (Colombia) and Corazón de Robota (Chile) as primary case studies, the research analyzes how these artists adapt cyberfeminism to local contexts. Their work illustrates a “technological disobedience” that resists the exclusion from cyberfeminism’s official history. Through irony, DIY, DIT, and tactical media practices, these artists re-signify digital tools, bridge gender gaps, and contest patriarchal biases in systems of power. Ultimately, this research initiates a path toward reclaiming the digital archive as a site of Latin American artistic visibility for regional resistance.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28370