This thesis explores the concept of the portal as an idea, space, and technology within the context of new and interactive media art. With a combination of theoretical, historical‑cultural and media‑technological analyses, the study investigates the manner in which portals function as physical and virtual thresholds, as interfaces that allow participation in a range of activities, and as symbolic constructs that influence perception and experience. This is partly achieved by presenting an historical, etymological and theoretical conceptualization of the portal, which is informed by ideas such as Foucault’s heterotopias, liminality, as well as media-theoretical understandings of the interface and the virtual window. A side-by-side reading of four major works: Hole in Space (1980), The Tunnel Under the Atlantic (1995), Portals (2014–ongoing), and Portal (2024); follows the portal from early telecommunications to present-day networked and urban configurations. Each example is studied for its artistic motivations, interactive modalities, technical platform, and the social consequences. Also, the technological aspect of portals is discussed more elaborately in connection with new communication paradigms, with immersive technologies and environments, with spatial computing, and mixed reality. Informed by this knowledge, the thesis develops a theoretical model for the portal as a genre of digital art: a corporeal, participatory, and hybrid space that combines public and private, physical and digital layers. Conclusion the conclusion: the aesthetic and social significance of portals today; and future directions including artificial intelligence, the metaverse and emergent participatory platforms.

La tesi tratta il concetto di portale nelle sue dimensioni concettuali, spaziali e tecnologiche nell’arte interattiva e digitale. Collocandosi in un approccio multidisciplinare che caratterizza i campi della formazione, della ricerca, della teoria e della mediologia, prende in considerazione il portale come soglia tra il fisico e il virtuale, come un’interfaccia che fonda la possibilità di partecipazione e come un dispositivo simbolico che permette la mediazione della percezione e dell’esperienza. La ricerca si apre sullo sviluppo storico del termine, sulla genealogia etimologica e sulla discussione teorica aperta con le eterotopie di Foucault, il concetto di liminalità e la teoria dei media sull’interfaccia e sulla finestra virtuale. Le quattro opere chiave sceneggiate in un’analisi comparativa (Hole in Space 1980, The Tunnel Under the Atlantic 1995, Portals 2014 – ongoing e Portal 2024), contribuiscono alla discussione sull’evoluzione del portale dalle prime forme di esperimento telematico alle forme attuali dell’installazione urbana e reticolare. Ciascuna opera viene esaminata rispetto all’obiettivo artistico, alla quantità e modalità di attuazione dell’interattività, alla struttura tecnica e all’impatto sul pubblico. L’aspetto tecnologico è ulteriormente approfondito con lo sviluppo e lo studio delle comunicazioni, degli ambienti immersivi, lo spatial computing, la mixed reality. Basandosi su queste analisi, la tesi definisce un frame teorico con il quale considerare il portale come genre dell’arte digitale. Questo e uno spazio ibrido incarnato e partecipativo che unisce il pubblico e l’intimo, il fisico e il digitale. Pertanto, la conclusione del lavoro suggerisce che i portali abbiano un’importanza artistica e sociale oggi e si apra sul futuro attraverso alcune considerazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale, del metaverso e delle nuovi piattaforme partecipative.

Connected portals: Technological evolution and interactive spaces in Digital Art.

BALLICO, MARIA
2024/2025

Abstract

This thesis explores the concept of the portal as an idea, space, and technology within the context of new and interactive media art. With a combination of theoretical, historical‑cultural and media‑technological analyses, the study investigates the manner in which portals function as physical and virtual thresholds, as interfaces that allow participation in a range of activities, and as symbolic constructs that influence perception and experience. This is partly achieved by presenting an historical, etymological and theoretical conceptualization of the portal, which is informed by ideas such as Foucault’s heterotopias, liminality, as well as media-theoretical understandings of the interface and the virtual window. A side-by-side reading of four major works: Hole in Space (1980), The Tunnel Under the Atlantic (1995), Portals (2014–ongoing), and Portal (2024); follows the portal from early telecommunications to present-day networked and urban configurations. Each example is studied for its artistic motivations, interactive modalities, technical platform, and the social consequences. Also, the technological aspect of portals is discussed more elaborately in connection with new communication paradigms, with immersive technologies and environments, with spatial computing, and mixed reality. Informed by this knowledge, the thesis develops a theoretical model for the portal as a genre of digital art: a corporeal, participatory, and hybrid space that combines public and private, physical and digital layers. Conclusion the conclusion: the aesthetic and social significance of portals today; and future directions including artificial intelligence, the metaverse and emergent participatory platforms.
2024
La tesi tratta il concetto di portale nelle sue dimensioni concettuali, spaziali e tecnologiche nell’arte interattiva e digitale. Collocandosi in un approccio multidisciplinare che caratterizza i campi della formazione, della ricerca, della teoria e della mediologia, prende in considerazione il portale come soglia tra il fisico e il virtuale, come un’interfaccia che fonda la possibilità di partecipazione e come un dispositivo simbolico che permette la mediazione della percezione e dell’esperienza. La ricerca si apre sullo sviluppo storico del termine, sulla genealogia etimologica e sulla discussione teorica aperta con le eterotopie di Foucault, il concetto di liminalità e la teoria dei media sull’interfaccia e sulla finestra virtuale. Le quattro opere chiave sceneggiate in un’analisi comparativa (Hole in Space 1980, The Tunnel Under the Atlantic 1995, Portals 2014 – ongoing e Portal 2024), contribuiscono alla discussione sull’evoluzione del portale dalle prime forme di esperimento telematico alle forme attuali dell’installazione urbana e reticolare. Ciascuna opera viene esaminata rispetto all’obiettivo artistico, alla quantità e modalità di attuazione dell’interattività, alla struttura tecnica e all’impatto sul pubblico. L’aspetto tecnologico è ulteriormente approfondito con lo sviluppo e lo studio delle comunicazioni, degli ambienti immersivi, lo spatial computing, la mixed reality. Basandosi su queste analisi, la tesi definisce un frame teorico con il quale considerare il portale come genre dell’arte digitale. Questo e uno spazio ibrido incarnato e partecipativo che unisce il pubblico e l’intimo, il fisico e il digitale. Pertanto, la conclusione del lavoro suggerisce che i portali abbiano un’importanza artistica e sociale oggi e si apra sul futuro attraverso alcune considerazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale, del metaverso e delle nuovi piattaforme partecipative.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28369