Il presente elaborato intende analizzare come il Level-Free Italian NoLBrick Workshop (Expo Osaka 2025), basato sul framework educativo NoLBrick (Mariotti 2018), abbia inciso sulle risposte emotive dei partecipanti, identificando queste ultime ed esaminando in che modo tali risposte abbiano mediato i processi di corresponsabilità e inclusione, ponendo anche attenzione al ruolo svolto dall’applicazione digitale CAFOSCARI Jisho (2022) e dei facilitatori, all’interno di un ambiente dialogico (cfr. Hosokawa 2004) e senza livelli (Mariotti 2020). Il lavoro si configura principalmente come un caso di studio di tipo qualitativo (Duff, 2012) ed esplora dati ricavati da questionari pre- e post-workshop e di interviste semi-strutturate, contestualizzandoli e mettendoli in relazione rispetto alle precedenti ricerche-azione NoLBrick e alle pratiche pedagogiche di tipo critico e trasformativo. Si ipotizza che l’impianto dialogico e collaborativo possa ridurre l’ansia, accrescere la motivazione e favorire forme di corresponsabilità e inclusione; si prevede inoltre che un uso mirato della tecnologia promuova la cooperazione tra partecipanti. Questa indagine risponde alla mancanza di studi empirici sulla dimensione emotiva nella transformative-critical pedagogy (cfr. Kincheloe 2008, Farren 2019), contribuendo a comprenderne il ruolo nei processi di inclusione e corresponsabilità.
Corresponsabilità ed Inclusione nell'Educazione Linguistica Senza Livelli: Risposte Emotive al Level Free Italian NoLBrick Workshop a Expo Osaka 2025 come Caso di Studio
RUGGERI, NICHOLAS
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato intende analizzare come il Level-Free Italian NoLBrick Workshop (Expo Osaka 2025), basato sul framework educativo NoLBrick (Mariotti 2018), abbia inciso sulle risposte emotive dei partecipanti, identificando queste ultime ed esaminando in che modo tali risposte abbiano mediato i processi di corresponsabilità e inclusione, ponendo anche attenzione al ruolo svolto dall’applicazione digitale CAFOSCARI Jisho (2022) e dei facilitatori, all’interno di un ambiente dialogico (cfr. Hosokawa 2004) e senza livelli (Mariotti 2020). Il lavoro si configura principalmente come un caso di studio di tipo qualitativo (Duff, 2012) ed esplora dati ricavati da questionari pre- e post-workshop e di interviste semi-strutturate, contestualizzandoli e mettendoli in relazione rispetto alle precedenti ricerche-azione NoLBrick e alle pratiche pedagogiche di tipo critico e trasformativo. Si ipotizza che l’impianto dialogico e collaborativo possa ridurre l’ansia, accrescere la motivazione e favorire forme di corresponsabilità e inclusione; si prevede inoltre che un uso mirato della tecnologia promuova la cooperazione tra partecipanti. Questa indagine risponde alla mancanza di studi empirici sulla dimensione emotiva nella transformative-critical pedagogy (cfr. Kincheloe 2008, Farren 2019), contribuendo a comprenderne il ruolo nei processi di inclusione e corresponsabilità.| File | Dimensione | Formato | |
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