Il presente elaborato offre una sintetica panoramica dell'evoluzione del concetto di tolleranza attraverso i secoli. Dal pensiero della Grecia classica (come Platone), fino al XX secolo con autori come Karl Popper, si osserva come il significato di questo termine sia mutato in relazione al cambiamento delle condizioni sociali e delle forme di governo. In queste pagine si è esaminato il contributo di filosofi, studiosi e letterati, ponendolo in dialogo con la descrizione di varie confessioni religiose e forme di governo. L'insieme di questi elementi contribuisce a delineare il dinamismo del concetto di tolleranza nel contesto del cambiamento sociale. Tuttavia, in società contemporanee, multietniche e multiculturali, è cruciale distinguere tra la tolleranza come principio di convivenza e un'applicazione eccessiva o incondizionata. Una tolleranza indiscriminata o imposta può infatti ostacolare un dibattito franco e necessario. È auspicabile, piuttosto, una forma di "sana non-tolleranza" – intesa non come prevaricazione o violenza, ma come la legittima difesa dei valori, delle tradizioni e dell'identità culturale di un popolo, essenziale per la sopravvivenza e la coesione sociale.

La tolleranza e i suoi limiti. Un'indagine storica e filosofica

GRANDI, GIOVANNA
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato offre una sintetica panoramica dell'evoluzione del concetto di tolleranza attraverso i secoli. Dal pensiero della Grecia classica (come Platone), fino al XX secolo con autori come Karl Popper, si osserva come il significato di questo termine sia mutato in relazione al cambiamento delle condizioni sociali e delle forme di governo. In queste pagine si è esaminato il contributo di filosofi, studiosi e letterati, ponendolo in dialogo con la descrizione di varie confessioni religiose e forme di governo. L'insieme di questi elementi contribuisce a delineare il dinamismo del concetto di tolleranza nel contesto del cambiamento sociale. Tuttavia, in società contemporanee, multietniche e multiculturali, è cruciale distinguere tra la tolleranza come principio di convivenza e un'applicazione eccessiva o incondizionata. Una tolleranza indiscriminata o imposta può infatti ostacolare un dibattito franco e necessario. È auspicabile, piuttosto, una forma di "sana non-tolleranza" – intesa non come prevaricazione o violenza, ma come la legittima difesa dei valori, delle tradizioni e dell'identità culturale di un popolo, essenziale per la sopravvivenza e la coesione sociale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28306