Este trabajo examina la vida y la producción literaria de Amparo Dávila, una de las voces más singulares de la narrativa fantástica mexicana del siglo XX, atendiendo tanto a su trayectoria poética y cuentística como a la evolución de la recepción crítica de su obra en México e Italia. En primer lugar, se aborda el contexto biográfico e intelectual de la autora, así como su inserción en la tradición literaria mexicana y latinoamericana. Posteriormente, se presentan los fundamentos teóricos del género fantástico —con especial atención a los aportes de Tzvetan Todorov y David Roas— para situar la obra daviliana en el marco de las estéticas de lo ominoso, lo perturbador y lo inexplicable.El análisis de una selección representativa de cuentos permite identificar los temas recurrentes de su narrativa: el miedo metafísico, la corporalidad vulnerable, la alienación mental, la amenaza latente en el espacio doméstico, la animalidad y lo doble, la muerte y la pérdida, así como las dinámicas de identidad y opresión femenina. Asimismo, se examina la recepción italiana de su obra a partir de las traducciones de Giulia Zavagna y su difusión a través de Safarà Editore, evidenciando el modo en que la crítica y los lectores italianos han reinterpretado su universo narrativo y lo han vinculado a tradiciones culturales propias. Por último, se ofrece una propuesta de traducción comentada del cuento “Un boleto para cualquier parte”, reflexionando sobre los desafíos traductológicos que plantea la escritura de Dávila y la transferencia intercultural de su atmósfera fantástica. La investigación confirma la centralidad de Amparo Dávila en el canon literario hispanoamericano y subraya su relevancia contemporánea como referente para las poéticas del miedo y de lo insólito.

Questo lavoro esamina la vita e la produzione letteraria di Amparo Dávila, una delle voci più singolari della narrativa fantastica messicana del XX secolo, prendendo in considerazione sia la sua traiettoria poetica e narrativa sia l’evoluzione della ricezione critica della sua opera in Messico e in Italia. In primo luogo si analizza il contesto biografico e intellettuale dell’autrice, così come il suo inserimento nella tradizione letteraria messicana e latinoamericana. Successivamente si presentano i fondamenti teorici del genere fantastico — con particolare attenzione ai contributi di Tzvetan Todorov e David Roas — per collocare l’opera daviliana nell’ambito delle estetiche del perturbante, dell’inquietante e dell’inspiegabile. L’analisi di una selezione rappresentativa di racconti consente di identificare i temi ricorrenti della sua narrativa: la paura metafisica, la corporeità vulnerabile, l’alienazione mentale, la minaccia latente nello spazio domestico, l’animalità e il doppio, la morte e la perdita, così come le dinamiche di identità e oppressione femminile. Si esamina inoltre la ricezione italiana della sua opera a partire dalle traduzioni di Giulia Zavagna e dalla sua diffusione a cura di Safarà Editore, evidenziando il modo in cui la critica e i lettori italiani hanno reinterpretato il suo universo narrativo e lo hanno collegato a tradizioni culturali proprie. Infine, si propone una traduzione commentata del racconto “Un biglietto per un posto qualsiasi”, riflettendo sulle sfide traduttologiche poste dalla scrittura di Dávila e sul trasferimento interculturale della sua atmosfera fantastica. La ricerca conferma la centralità di Amparo Dávila nel canone letterario ispanoamericano e ne sottolinea la rilevanza contemporanea come punto di riferimento per le poetiche della paura e dell’insolito.

La narrativa fantástica de Amparo Dávila: estudios críticos, recepción internacional y propuesta de traducción

CASARIN, MARINO
2024/2025

Abstract

Este trabajo examina la vida y la producción literaria de Amparo Dávila, una de las voces más singulares de la narrativa fantástica mexicana del siglo XX, atendiendo tanto a su trayectoria poética y cuentística como a la evolución de la recepción crítica de su obra en México e Italia. En primer lugar, se aborda el contexto biográfico e intelectual de la autora, así como su inserción en la tradición literaria mexicana y latinoamericana. Posteriormente, se presentan los fundamentos teóricos del género fantástico —con especial atención a los aportes de Tzvetan Todorov y David Roas— para situar la obra daviliana en el marco de las estéticas de lo ominoso, lo perturbador y lo inexplicable.El análisis de una selección representativa de cuentos permite identificar los temas recurrentes de su narrativa: el miedo metafísico, la corporalidad vulnerable, la alienación mental, la amenaza latente en el espacio doméstico, la animalidad y lo doble, la muerte y la pérdida, así como las dinámicas de identidad y opresión femenina. Asimismo, se examina la recepción italiana de su obra a partir de las traducciones de Giulia Zavagna y su difusión a través de Safarà Editore, evidenciando el modo en que la crítica y los lectores italianos han reinterpretado su universo narrativo y lo han vinculado a tradiciones culturales propias. Por último, se ofrece una propuesta de traducción comentada del cuento “Un boleto para cualquier parte”, reflexionando sobre los desafíos traductológicos que plantea la escritura de Dávila y la transferencia intercultural de su atmósfera fantástica. La investigación confirma la centralidad de Amparo Dávila en el canon literario hispanoamericano y subraya su relevancia contemporánea como referente para las poéticas del miedo y de lo insólito.
2024
Questo lavoro esamina la vita e la produzione letteraria di Amparo Dávila, una delle voci più singolari della narrativa fantastica messicana del XX secolo, prendendo in considerazione sia la sua traiettoria poetica e narrativa sia l’evoluzione della ricezione critica della sua opera in Messico e in Italia. In primo luogo si analizza il contesto biografico e intellettuale dell’autrice, così come il suo inserimento nella tradizione letteraria messicana e latinoamericana. Successivamente si presentano i fondamenti teorici del genere fantastico — con particolare attenzione ai contributi di Tzvetan Todorov e David Roas — per collocare l’opera daviliana nell’ambito delle estetiche del perturbante, dell’inquietante e dell’inspiegabile. L’analisi di una selezione rappresentativa di racconti consente di identificare i temi ricorrenti della sua narrativa: la paura metafisica, la corporeità vulnerabile, l’alienazione mentale, la minaccia latente nello spazio domestico, l’animalità e il doppio, la morte e la perdita, così come le dinamiche di identità e oppressione femminile. Si esamina inoltre la ricezione italiana della sua opera a partire dalle traduzioni di Giulia Zavagna e dalla sua diffusione a cura di Safarà Editore, evidenziando il modo in cui la critica e i lettori italiani hanno reinterpretato il suo universo narrativo e lo hanno collegato a tradizioni culturali proprie. Infine, si propone una traduzione commentata del racconto “Un biglietto per un posto qualsiasi”, riflettendo sulle sfide traduttologiche poste dalla scrittura di Dávila e sul trasferimento interculturale della sua atmosfera fantastica. La ricerca conferma la centralità di Amparo Dávila nel canone letterario ispanoamericano e ne sottolinea la rilevanza contemporanea come punto di riferimento per le poetiche della paura e dell’insolito.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28300