Il presente lavoro esplora un parallelismo tra il percorso di un praticante buddhista, in particolare nel contesto delle tradizioni tibetane, e quello di una persona educatrice ed educanda critico-libertaria. Entrambi i percorsi mirano all’ottenimento di uno stato di liberazione, tramite lo sviluppo della consapevolezza e la critica dell’apparente stabilità e immutabilità che sono attribuite alla realtà sociale e alle istituzioni esistenti. Nello sviluppo del testo, la narrazione di esperienze sul campo vissute in Ladakh funge da spunto di riflessione su alcune fra le tematiche trattate. La prima sezione delinea il contesto dello studio, fornendo una definizione introduttiva di ‘pedagogia’ ed ‘educazione’ e trattandone la rilevanza attuale, per poi introdurre la declinazione di tali concetti in ambito culturale buddhista, nel tentativo di cogliervi un elemento pedagogico, sia nei prodotti sia nelle pratiche di questo ambiente. In seguito, sono analizzati gli strumenti di formazione ed emancipazione adottati nel percorso del praticante di buddhismo tibetano: il dibattito, la meditazione e la relazione con il maestro. Una terza sezione è dedicata ai fondamenti dell’educazione critico-libertaria: la decostruzione dei ruoli di educatore ed educando, la critica dei contenuti trasmessi e la centralità attribuita alla consapevolezza degli individui. Nelle riflessioni conclusive del confronto sono messi in evidenza i punti di contatto dei due percorsi analizzati e le singolarità che li differenziano.

Educazione alla libertà: tra pratiche buddhiste tibetane e pedagogie critico-libertarie

ARCURI, NALA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro esplora un parallelismo tra il percorso di un praticante buddhista, in particolare nel contesto delle tradizioni tibetane, e quello di una persona educatrice ed educanda critico-libertaria. Entrambi i percorsi mirano all’ottenimento di uno stato di liberazione, tramite lo sviluppo della consapevolezza e la critica dell’apparente stabilità e immutabilità che sono attribuite alla realtà sociale e alle istituzioni esistenti. Nello sviluppo del testo, la narrazione di esperienze sul campo vissute in Ladakh funge da spunto di riflessione su alcune fra le tematiche trattate. La prima sezione delinea il contesto dello studio, fornendo una definizione introduttiva di ‘pedagogia’ ed ‘educazione’ e trattandone la rilevanza attuale, per poi introdurre la declinazione di tali concetti in ambito culturale buddhista, nel tentativo di cogliervi un elemento pedagogico, sia nei prodotti sia nelle pratiche di questo ambiente. In seguito, sono analizzati gli strumenti di formazione ed emancipazione adottati nel percorso del praticante di buddhismo tibetano: il dibattito, la meditazione e la relazione con il maestro. Una terza sezione è dedicata ai fondamenti dell’educazione critico-libertaria: la decostruzione dei ruoli di educatore ed educando, la critica dei contenuti trasmessi e la centralità attribuita alla consapevolezza degli individui. Nelle riflessioni conclusive del confronto sono messi in evidenza i punti di contatto dei due percorsi analizzati e le singolarità che li differenziano.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28205