Questo studio si propone di analizzare la rilevanza comunicativa e linguistica degli storefronts nel contesto urbano giapponese contemporaneo. Partendo da una prospettiva storica, si ricostruirà l’evoluzione delle facciate commerciali, dalle machi-ya e dagli yatai tradizionali fino ai grandi magazzini e alle forme ibride del dopoguerra, con particolare attenzione al fenomeno del kanban kenchiku. Si esamineranno poi le dinamiche culturali e sociali che definiscono lo storefront come soglia tra spazio pubblico e privato, specchio dei valori estetici quotidiani e dell’ideale di omotenashi. Un’ampia parte della ricerca sarà dedicata al linguistic landscape urbano: attraverso lo studio delle tipologie di scrittura, dell’uso dell’inglese e di alcuni casi studio relativi a quanto citato, si metteranno in luce le funzioni identitarie, estetiche e comunicative delle insegne e delle vetrine. Verranno inoltre considerate le dimensioni semiotiche e visive, analizzando materiali, colori e codici espressivi che contribuiscono alla costruzione dell’immaginario urbano, senza tuttavia entrare in profondità negli aspetti tecnici e architettonici, che resteranno sullo sfondo. Infine, si esplorerà la rappresentazione degli storefronts in chiave artistica, con particolare riferimento al lavoro dell’artista polacco Mateusz Urbanowicz e a un portfolio personale di illustrazioni. Questo approccio consentirà, possibilmente, di mostrare come il disegno e l’osservazione estetica possano diventare strumenti di ricerca, capaci di rivelare il valore culturale, linguistico e comunicativo degli storefronts nella società giapponese contemporanea.
Facciate che parlano: storefront giapponesi tra lingua, estetica e memoria urbana
PERRI, ALESSANDRO
2024/2025
Abstract
Questo studio si propone di analizzare la rilevanza comunicativa e linguistica degli storefronts nel contesto urbano giapponese contemporaneo. Partendo da una prospettiva storica, si ricostruirà l’evoluzione delle facciate commerciali, dalle machi-ya e dagli yatai tradizionali fino ai grandi magazzini e alle forme ibride del dopoguerra, con particolare attenzione al fenomeno del kanban kenchiku. Si esamineranno poi le dinamiche culturali e sociali che definiscono lo storefront come soglia tra spazio pubblico e privato, specchio dei valori estetici quotidiani e dell’ideale di omotenashi. Un’ampia parte della ricerca sarà dedicata al linguistic landscape urbano: attraverso lo studio delle tipologie di scrittura, dell’uso dell’inglese e di alcuni casi studio relativi a quanto citato, si metteranno in luce le funzioni identitarie, estetiche e comunicative delle insegne e delle vetrine. Verranno inoltre considerate le dimensioni semiotiche e visive, analizzando materiali, colori e codici espressivi che contribuiscono alla costruzione dell’immaginario urbano, senza tuttavia entrare in profondità negli aspetti tecnici e architettonici, che resteranno sullo sfondo. Infine, si esplorerà la rappresentazione degli storefronts in chiave artistica, con particolare riferimento al lavoro dell’artista polacco Mateusz Urbanowicz e a un portfolio personale di illustrazioni. Questo approccio consentirà, possibilmente, di mostrare come il disegno e l’osservazione estetica possano diventare strumenti di ricerca, capaci di rivelare il valore culturale, linguistico e comunicativo degli storefronts nella società giapponese contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28203