L’analisi dell’opera Usugai-raden-ryōmen-tsuitate, paravento in lacca giapponese con dettagli in madreperla custodito presso il Museo Civico P. A. Garda di Ivrea (TO), si colloca 31 anni dopo il suo ultimo restauro, occasione in cui è stato fornito l’unico studio dell’opera esistente negli archivi. Interessanti aspetti del paravento sono la particolarità della tecnica usugai raden, la struttura mobile, e la correlazione tra la raffigurazione del Gion Matsuri e la scena naturalistica presente sul retro. La ricerca dal punto di vista storico del paesaggio di Kyōto insieme all’individuazione del carro Kikusui Hoko, che raramente appare nelle raffigurazioni del Gion Matsuri, sono dei punti di svolta che consentono di formulare una nuova datazione dell’opera. Per affrontare la tesi sono state effettuate ricerche sul campo a Kyōto, dove sono stati raccolti materiali inerenti ai siti del Gion Matsuri, e a Wajima, dove è avvenuta anche l’intervista a Keiichi Shimaguchi, restauratore che nel 1994 si è occupato del restauro del paravento del Museo Garda. La consultazione di fonti in lingua originale e la comparazione tra opere del periodo Edo, hanno evidenziato una evidente somiglianza con il paravento del Yasaka Jinja realizzato da Maruyama Ōkyo. In continuità con la volontà di preservare il patrimonio del Museo Garda espressa concretamente nell’ultima campagna di restauro del 1994, l’analisi dell’opera mette in luce il suo valore anche di fronte alla comunità scientifica.
Paravento Usugai-raden-ryōmen-tsuitate della Collezione orientale del Museo Civico P. A. Garda di Ivrea
GEDDA, DESIREE
2024/2025
Abstract
L’analisi dell’opera Usugai-raden-ryōmen-tsuitate, paravento in lacca giapponese con dettagli in madreperla custodito presso il Museo Civico P. A. Garda di Ivrea (TO), si colloca 31 anni dopo il suo ultimo restauro, occasione in cui è stato fornito l’unico studio dell’opera esistente negli archivi. Interessanti aspetti del paravento sono la particolarità della tecnica usugai raden, la struttura mobile, e la correlazione tra la raffigurazione del Gion Matsuri e la scena naturalistica presente sul retro. La ricerca dal punto di vista storico del paesaggio di Kyōto insieme all’individuazione del carro Kikusui Hoko, che raramente appare nelle raffigurazioni del Gion Matsuri, sono dei punti di svolta che consentono di formulare una nuova datazione dell’opera. Per affrontare la tesi sono state effettuate ricerche sul campo a Kyōto, dove sono stati raccolti materiali inerenti ai siti del Gion Matsuri, e a Wajima, dove è avvenuta anche l’intervista a Keiichi Shimaguchi, restauratore che nel 1994 si è occupato del restauro del paravento del Museo Garda. La consultazione di fonti in lingua originale e la comparazione tra opere del periodo Edo, hanno evidenziato una evidente somiglianza con il paravento del Yasaka Jinja realizzato da Maruyama Ōkyo. In continuità con la volontà di preservare il patrimonio del Museo Garda espressa concretamente nell’ultima campagna di restauro del 1994, l’analisi dell’opera mette in luce il suo valore anche di fronte alla comunità scientifica.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Desiree Gedda_TESI-.pdf
accesso aperto
Dimensione
13.76 MB
Formato
Adobe PDF
|
13.76 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14247/28200