La crescente diffusione del consumo halal nei mercati globali ha interessato negli ultimi anni numerosi settori, in particolare l’alimentare, il turismo e i servizi muslim-friendly, che hanno ricevuto ampia attenzione sia sul piano commerciale sia su quello accademico. In questo scenario, la cosmetica halal rappresenta un ambito ancora poco tematizzato, caratterizzato da una visibilità limitata e da una conoscenza frammentaria. La presente tesi si propone di indagare le ragioni di tale marginalità, esaminando come fattori religiosi, normativi, culturali, percettivi e comunicativi concorrano a costruire – o a limitare – la conoscenza, l’accettazione e il consumo dei cosmetici halal, attraverso una prospettiva che muove dai contesti a maggioranza musulmana, si amplia ai contesti non a maggioranza islamica e si focalizza infine sul caso italiano, ancora scarsamente studiato. Il lavoro adotta un approccio interdisciplinare e si articola in tre parti. Il primo capitolo offre un inquadramento teorico e normativo della cosmetica halal, approfondendone i fondamenti religiosi, i criteri di liceità, la complessità della filiera produttiva e i principali standard di certificazione. L’analisi si estende alle dinamiche di mercato globali e al posizionamento dei cosmetici halal nella conscious beauty. Il secondo capitolo si concentra sul consumatore, analizzando il consumo come possibile espressione di uno stile di vita e soffermandosi sull’influenza del contesto geografico e culturale nella costruzione del significato del prodotto, nonché sulla religiosità, la consapevolezza halal, le differenze generazionali e i segnali di fiducia che possono incidere nella fase decisionale. Il terzo capitolo presenta l’analisi empirica della ricerca, basata su un’impostazione metodologica mista che integra questionari rivolti a consumatrici musulmane e non, e interviste semi-strutturate affiancati da un caso studio aziendale. I risultati mostrano come la limitata diffusione della cosmetica halal non sia riconducibile a un rifiuto del prodotto da parte dei consumatori, bensì a un deficit di conoscenza, informazione, educazione al prodotto. Nel complesso, la ricerca mette in luce le potenzialità di sviluppo del settore e il ruolo strategico della comunicazione nella costruzione di fiducia e inclusività nei mercati pluralisti.

La cosmetica halal tra religione, consumo e comunicazione - Un’analisi che muove dai contesti a maggioranza musulmana fino al mercato italiano

PUGLIA, JESSICA
2024/2025

Abstract

La crescente diffusione del consumo halal nei mercati globali ha interessato negli ultimi anni numerosi settori, in particolare l’alimentare, il turismo e i servizi muslim-friendly, che hanno ricevuto ampia attenzione sia sul piano commerciale sia su quello accademico. In questo scenario, la cosmetica halal rappresenta un ambito ancora poco tematizzato, caratterizzato da una visibilità limitata e da una conoscenza frammentaria. La presente tesi si propone di indagare le ragioni di tale marginalità, esaminando come fattori religiosi, normativi, culturali, percettivi e comunicativi concorrano a costruire – o a limitare – la conoscenza, l’accettazione e il consumo dei cosmetici halal, attraverso una prospettiva che muove dai contesti a maggioranza musulmana, si amplia ai contesti non a maggioranza islamica e si focalizza infine sul caso italiano, ancora scarsamente studiato. Il lavoro adotta un approccio interdisciplinare e si articola in tre parti. Il primo capitolo offre un inquadramento teorico e normativo della cosmetica halal, approfondendone i fondamenti religiosi, i criteri di liceità, la complessità della filiera produttiva e i principali standard di certificazione. L’analisi si estende alle dinamiche di mercato globali e al posizionamento dei cosmetici halal nella conscious beauty. Il secondo capitolo si concentra sul consumatore, analizzando il consumo come possibile espressione di uno stile di vita e soffermandosi sull’influenza del contesto geografico e culturale nella costruzione del significato del prodotto, nonché sulla religiosità, la consapevolezza halal, le differenze generazionali e i segnali di fiducia che possono incidere nella fase decisionale. Il terzo capitolo presenta l’analisi empirica della ricerca, basata su un’impostazione metodologica mista che integra questionari rivolti a consumatrici musulmane e non, e interviste semi-strutturate affiancati da un caso studio aziendale. I risultati mostrano come la limitata diffusione della cosmetica halal non sia riconducibile a un rifiuto del prodotto da parte dei consumatori, bensì a un deficit di conoscenza, informazione, educazione al prodotto. Nel complesso, la ricerca mette in luce le potenzialità di sviluppo del settore e il ruolo strategico della comunicazione nella costruzione di fiducia e inclusività nei mercati pluralisti.
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