La tesi ripercorre il ruolo delle donne nella critica e nella curatela d’arte dagli anni Novanta, mettendo in luce sfide, cambiamenti e nuove opportunità emerse in un panorama culturale in rapida evoluzione. Dopo aver ricostruito il percorso di alcune pioniere attive in Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta, che riuscirono ad affermarsi nonostante un contesto spesso ostile, la tesi prosegue approfondendo l’emergere di nuove voci femminili dagli anni Novanta a oggi, attraverso un parallelismo con la situazione internazionale. Globalizzazione e interculturalità hanno infatti ridefinito linguaggi e pratiche critiche e curatoriali, aprendo a nuove prospettive. Per evitare una ricostruzione “ghettizzante” che tende a presentare le donne come una presenza a sé stante, sono stati considerati contemporaneamente anche i contributi di alcuni colleghi uomini, riconoscendo l’importanza di un confronto aperto e pluralistico. Particolare attenzione viene poi rivolta al legame tra femminismo, studi queer e produzione artistica contemporanea, con un approfondimento sull’impatto delle tecnologie digitali nella costruzione di nuovi scenari critici e curatoriali. La parte finale è dedicata alla Biennale Arte 2022, Il latte dei sogni, diretta da Cecilia Alemani, scelta come caso studio. Il lavoro di Alemani intreccia molti degli aspetti analizzati nei capitoli precedenti, diventando un esempio di come la curatela femminile possa valorizzare voci marginalizzate e proporre narrazioni alternative riguardanti corpo e identità. L’obiettivo della tesi è di mostrare come, nonostante un sistema ancora segnato da squilibri di genere, le donne abbiano saputo ridefinire il proprio ruolo e trasformare la critica e la curatela d’arte in strumenti capaci di descrivere il mondo contemporaneo con maggiore sensibilità.

Il ruolo delle donne come critiche e curatrici d’arte: nuove prospettive dagli anni Novanta in Italia

CARRARO, ALICE
2024/2025

Abstract

La tesi ripercorre il ruolo delle donne nella critica e nella curatela d’arte dagli anni Novanta, mettendo in luce sfide, cambiamenti e nuove opportunità emerse in un panorama culturale in rapida evoluzione. Dopo aver ricostruito il percorso di alcune pioniere attive in Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta, che riuscirono ad affermarsi nonostante un contesto spesso ostile, la tesi prosegue approfondendo l’emergere di nuove voci femminili dagli anni Novanta a oggi, attraverso un parallelismo con la situazione internazionale. Globalizzazione e interculturalità hanno infatti ridefinito linguaggi e pratiche critiche e curatoriali, aprendo a nuove prospettive. Per evitare una ricostruzione “ghettizzante” che tende a presentare le donne come una presenza a sé stante, sono stati considerati contemporaneamente anche i contributi di alcuni colleghi uomini, riconoscendo l’importanza di un confronto aperto e pluralistico. Particolare attenzione viene poi rivolta al legame tra femminismo, studi queer e produzione artistica contemporanea, con un approfondimento sull’impatto delle tecnologie digitali nella costruzione di nuovi scenari critici e curatoriali. La parte finale è dedicata alla Biennale Arte 2022, Il latte dei sogni, diretta da Cecilia Alemani, scelta come caso studio. Il lavoro di Alemani intreccia molti degli aspetti analizzati nei capitoli precedenti, diventando un esempio di come la curatela femminile possa valorizzare voci marginalizzate e proporre narrazioni alternative riguardanti corpo e identità. L’obiettivo della tesi è di mostrare come, nonostante un sistema ancora segnato da squilibri di genere, le donne abbiano saputo ridefinire il proprio ruolo e trasformare la critica e la curatela d’arte in strumenti capaci di descrivere il mondo contemporaneo con maggiore sensibilità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28162