Questa tesi è volta a esplorare l’origine e l’evoluzione nella percezione greca dell’analogia tra Troiani e Persiani. Inizialmente l’indagine si concentra sullo sviluppo del concetto di “barbaro” quale paradigma dell’anti-grecità: con le Guerre persiane si rafforza la consapevolezza dell’identità etnica panellenica, che si contrappone al mondo 'altro' dei Persiani. Le πόλεις scandagliano la tradizione epica alla ricerca di archetipi mitostorici per esaltare la loro lotta antipersiana: la guerra troiana diventa così il modello dello scontro dei Greci contro i nemici orientali. Nelle rappresentazioni artistiche e letterarie di età arcaica, non si ravvisano significative differenze etniche, sociali, politiche, religiose o culturali tra Troiani e Greci. L’elegia simonidea per Platea e la V Istmica di Pindaro rappresentano le prime testimonianze dell’assimilazione del popolo di Ilio a quello dei Persiani. Atene, a partire dagli anni ’70 del V secolo, sfrutta la versione omerica ed extra-omerica della saga troiana, rielaborando il mito di Menesteo e dei Teseidi, per legittimare il suo operato a capo della Lega delio-attica. Il Bellum Troianum “persianizzato” diventa parte attiva della propaganda politica: i Troiani sono definitivamente percepiti come non-greci, barbari precursori dei Persiani. In Erodoto, la guerra di Troia è all’origine delle ostilità tra Greci e Persiani, i quali si identificano come eredi dei Troiani e vendicatori dei torti perpetuati dagli Achei contro di loro

Il fenomeno della "persianizzazione" dei Troiani nella Grecia del V secolo

POLINO, RAFFAELLA
2024/2025

Abstract

Questa tesi è volta a esplorare l’origine e l’evoluzione nella percezione greca dell’analogia tra Troiani e Persiani. Inizialmente l’indagine si concentra sullo sviluppo del concetto di “barbaro” quale paradigma dell’anti-grecità: con le Guerre persiane si rafforza la consapevolezza dell’identità etnica panellenica, che si contrappone al mondo 'altro' dei Persiani. Le πόλεις scandagliano la tradizione epica alla ricerca di archetipi mitostorici per esaltare la loro lotta antipersiana: la guerra troiana diventa così il modello dello scontro dei Greci contro i nemici orientali. Nelle rappresentazioni artistiche e letterarie di età arcaica, non si ravvisano significative differenze etniche, sociali, politiche, religiose o culturali tra Troiani e Greci. L’elegia simonidea per Platea e la V Istmica di Pindaro rappresentano le prime testimonianze dell’assimilazione del popolo di Ilio a quello dei Persiani. Atene, a partire dagli anni ’70 del V secolo, sfrutta la versione omerica ed extra-omerica della saga troiana, rielaborando il mito di Menesteo e dei Teseidi, per legittimare il suo operato a capo della Lega delio-attica. Il Bellum Troianum “persianizzato” diventa parte attiva della propaganda politica: i Troiani sono definitivamente percepiti come non-greci, barbari precursori dei Persiani. In Erodoto, la guerra di Troia è all’origine delle ostilità tra Greci e Persiani, i quali si identificano come eredi dei Troiani e vendicatori dei torti perpetuati dagli Achei contro di loro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28158