La tesi analizza il ruolo delle donne legate alla cosiddetta ‘opposizione stoica’ nell’Epistolario di Plinio il Giovane, con particolare attenzione ad Arria Maggiore, alla figlia Arria Minore e alla nipote Clodia Fannia. L’obiettivo è mostrare come Plinio, attraverso la rappresentazione di questa linea femminile, costruisca una legacy di virtus e dissenso che gli consente, sotto Traiano, di allinearsi simbolicamente agli oppositori dei regimi precedenti e di rafforzare la propria autorappresentazione etico-politica. Nel primo capitolo l’Epistolario è inquadrato come opera storica e letteraria e viene ricostruito il profilo dell’‘opposizione stoica’, intesa come fenomeno politico-senatorio più che come movimento filosofico coerente. Il secondo capitolo esamina la condizione delle matrone tra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. e la presenza femminile nelle lettere di Plinio, mettendo in luce il gruppo di undici donne connesse, a vario titolo, ai perseguitati politici e il ruolo strutturale che esse svolgono nella costruzione del rapporto dell’autore con gli stoici. Il terzo capitolo è dedicato ad Arria Maggiore: dopo l’analisi ravvicinata dell’epistola pliniana 3, 16 ne segue l’evoluzione da sposa devota a exemplum di mulier virilis, capace di scelte autonome e di un gesto estremo – il suicidio – che Plinio presenta come atto di resistenza morale e memoria imperitura. Il quarto capitolo, infine, prende in esame Arria Minore e Fannia nelle diverse epistole in cui compaiono, mostrando come esse diventino eredi e mediatrici della legacy di Arria Maggiore: Plinio può così presentarsi custode di una memoria resistente, declinata al femminile, che collega il terrore domizianeo alla stabilità traianea.
Arria Maggiore e la sua legacy: genealogia femminile e dissenso politico nell'Epistolario di Plinio il Giovane
GIALLONARDO, SARA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza il ruolo delle donne legate alla cosiddetta ‘opposizione stoica’ nell’Epistolario di Plinio il Giovane, con particolare attenzione ad Arria Maggiore, alla figlia Arria Minore e alla nipote Clodia Fannia. L’obiettivo è mostrare come Plinio, attraverso la rappresentazione di questa linea femminile, costruisca una legacy di virtus e dissenso che gli consente, sotto Traiano, di allinearsi simbolicamente agli oppositori dei regimi precedenti e di rafforzare la propria autorappresentazione etico-politica. Nel primo capitolo l’Epistolario è inquadrato come opera storica e letteraria e viene ricostruito il profilo dell’‘opposizione stoica’, intesa come fenomeno politico-senatorio più che come movimento filosofico coerente. Il secondo capitolo esamina la condizione delle matrone tra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. e la presenza femminile nelle lettere di Plinio, mettendo in luce il gruppo di undici donne connesse, a vario titolo, ai perseguitati politici e il ruolo strutturale che esse svolgono nella costruzione del rapporto dell’autore con gli stoici. Il terzo capitolo è dedicato ad Arria Maggiore: dopo l’analisi ravvicinata dell’epistola pliniana 3, 16 ne segue l’evoluzione da sposa devota a exemplum di mulier virilis, capace di scelte autonome e di un gesto estremo – il suicidio – che Plinio presenta come atto di resistenza morale e memoria imperitura. Il quarto capitolo, infine, prende in esame Arria Minore e Fannia nelle diverse epistole in cui compaiono, mostrando come esse diventino eredi e mediatrici della legacy di Arria Maggiore: Plinio può così presentarsi custode di una memoria resistente, declinata al femminile, che collega il terrore domizianeo alla stabilità traianea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28153