A place invisible to politics, but intrinsically political, the domestic environment has for a long time created the conditions for the reproduction of a social order based on a rigid division of gender roles, becoming, at the same time, the container of a complicated intertwining between relationships of care and patriarchal dynamics of power and work. For these reasons, the protagonists of the so-called Second-wave feminism and the numerous artists who, in Italy, espoused its cause found a privileged battleground in the space of the home. This thesis aims to investigate how the domestic environment has been reinterpreted in contemporary art, suggesting a path that moves from the artistic practice of Carla Accardi, passes through Liliana Moro and arrives at Chiara Fumai, respectively elected as case studies in three different periods: the sixties-seventies, eighties-nineties and two thousands. Through their works, and opening up to parallels and comparisons with the contemporary Italian artistic context, I intend to present the complexity of the reflections that, in art, revolve around the domestic environment, as well as the feminist ways of reviewing and re-appropriating the space of the home.

Luogo invisibile alla politica, ma intrinsecamente politico, l’ambiente domestico ha per lungo tempo creato i presupposti per il riprodursi di un ordine sociale fondato su una rigida ripartizione dei ruoli di genere, facendosi al contempo contenitore di un complicato intreccio tra relazioni di cura e dinamiche patriarcali di potere e di lavoro. Per questi motivi, le protagoniste della cosiddetta seconda ondata femminista e le numerose artiste che, in Italia, ne sposarono la causa trovarono un terreno di battaglia privilegiato proprio nello spazio della casa. Questa tesi si propone di indagare come l’ambiente domestico è stato riletto nell’arte contemporanea, suggerendo un percorso che muove dalla pratica artistica di Carla Accardi, passa da Liliana Moro e arriva a Chiara Fumai, rispettivamente elette a casi di studio in tre differenti periodi: gli anni Sessanta-Settanta, Ottanta-Novanta e Duemila. Attraverso le loro opere, e aprendo a paralleli e confronti col coevo contesto artistico italiano, s’intende presentare la complessità delle riflessioni che, in arte, ruotano attorno all’ambiente domestico, nonché delle modalità di revisione e di riappropriazione femminista dello spazio della casa.

Arte contemporanea e ambiente domestico. Riletture femministe nella pratica di Accardi, Moro, Fumai.

PEPPONI, GIULIA
2024/2025

Abstract

A place invisible to politics, but intrinsically political, the domestic environment has for a long time created the conditions for the reproduction of a social order based on a rigid division of gender roles, becoming, at the same time, the container of a complicated intertwining between relationships of care and patriarchal dynamics of power and work. For these reasons, the protagonists of the so-called Second-wave feminism and the numerous artists who, in Italy, espoused its cause found a privileged battleground in the space of the home. This thesis aims to investigate how the domestic environment has been reinterpreted in contemporary art, suggesting a path that moves from the artistic practice of Carla Accardi, passes through Liliana Moro and arrives at Chiara Fumai, respectively elected as case studies in three different periods: the sixties-seventies, eighties-nineties and two thousands. Through their works, and opening up to parallels and comparisons with the contemporary Italian artistic context, I intend to present the complexity of the reflections that, in art, revolve around the domestic environment, as well as the feminist ways of reviewing and re-appropriating the space of the home.
2024
Luogo invisibile alla politica, ma intrinsecamente politico, l’ambiente domestico ha per lungo tempo creato i presupposti per il riprodursi di un ordine sociale fondato su una rigida ripartizione dei ruoli di genere, facendosi al contempo contenitore di un complicato intreccio tra relazioni di cura e dinamiche patriarcali di potere e di lavoro. Per questi motivi, le protagoniste della cosiddetta seconda ondata femminista e le numerose artiste che, in Italia, ne sposarono la causa trovarono un terreno di battaglia privilegiato proprio nello spazio della casa. Questa tesi si propone di indagare come l’ambiente domestico è stato riletto nell’arte contemporanea, suggerendo un percorso che muove dalla pratica artistica di Carla Accardi, passa da Liliana Moro e arriva a Chiara Fumai, rispettivamente elette a casi di studio in tre differenti periodi: gli anni Sessanta-Settanta, Ottanta-Novanta e Duemila. Attraverso le loro opere, e aprendo a paralleli e confronti col coevo contesto artistico italiano, s’intende presentare la complessità delle riflessioni che, in arte, ruotano attorno all’ambiente domestico, nonché delle modalità di revisione e di riappropriazione femminista dello spazio della casa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28129