Il presente lavoro si propone di analizzare due tra le organizzazioni criminali più complesse nel panorama globale: la mafia siciliana "Cosa Nostra" e la yakuza giapponese. Attraverso l'indagine storica e culturale, l'elaborato ricostruisce le origini, l'evoluzione e la trasformazione di questi due istituti, mettendone in luce analogie e differenze. Il primo capitolo affronta la complessità semantica del termine "mafia", evidenziandone la natura polisemica che sin dall'inizio la caratterizza. Viene analizzata l'evoluzione del lemma a partire dalla commedia "I mafiusi di la Vicaria" del 1863 fino all'attuale accezione del termine, molto più ampia e lontana dal significato originario. Il secondo capitolo è dedicato alla genesi storica di Cosa Nostra nel contesto post-unitario, dove la mafia agisce come una vera e propria "industria della violenza" capace di colmare le lacune di uno Stato debole e inaffidabile. Attraverso l'analisi di alcuni casi come la vicenda Galati e l'omicidio Notarbartolo, si mostra la precoce saldatura tra criminalità, tessuto sociale locale e alta politica. Si prosegue con la repressione fascista guidata dal "prefetto di ferro" Cesare Mori e la successiva riemersione del fenomeno nel secondo dopoguerra, che culmina nella prima guerra di mafia e nella successiva istituzione della Commissione Parlamentare antimafia. Il terzo capitolo si sposta sulla genesi della yakuza, rintracciabile nei gruppi di tekiya (venditori ambulanti) e bakuto (giocatori d'azzardo) del periodo Edo. L'organizzazione si consolida progressivamente attraverso legami con lo Stato e gli ambienti ultranazionalisti, fungendo da braccio armato per reprimere il dissenso sociale. Viene esaminata l'ascesa di figure come Tōyama Mitsuru e l'evoluzione dei grandi sindacati criminali durante il dopoguerra e l'epoca della bubble economy, fino all'introduzione della prima legge di contrasto, la Bōtaihō. Il quarto capitolo confronta le trasformazioni recenti delle due organizzazioni. Per Cosa Nostra, si analizza l'ascesa dei Corleonesi, la "stagione delle stragi" e la successiva "strategia della sommersione" guidata da Bernardo Provenzano per infiltrarsi silenziosamente nell'economia legale. Parallelamente, si esaminano gli effetti della legislazione restrittiva contro la yakuza, e le nuove modalità di adattamento dell'organizzazione nel XXI secolo. Entrambe le realtà mostrano, dagli inizi fino ad oggi, una camaleontica capacità di adattamento che consente loro di sopravvivere ai mutamenti normativi, economici e sociali. Infine, l'ultimo capitolo mostra un'analisi comparata della struttura gerarchica, del rapporto con la politica e con lo Stato, delle modalità di impiego della violenza e delle risposte legislative dei rispettivi ordinamenti, al fine di valutare similitudini e differenze nei modelli di contrasto e nell'evoluzione delle due organizzazioni.
Cos'è "mafia"? Cosa Nostra e yakuza: all'interno di due mondi
DE GAETANO, ANDREA MANUELA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro si propone di analizzare due tra le organizzazioni criminali più complesse nel panorama globale: la mafia siciliana "Cosa Nostra" e la yakuza giapponese. Attraverso l'indagine storica e culturale, l'elaborato ricostruisce le origini, l'evoluzione e la trasformazione di questi due istituti, mettendone in luce analogie e differenze. Il primo capitolo affronta la complessità semantica del termine "mafia", evidenziandone la natura polisemica che sin dall'inizio la caratterizza. Viene analizzata l'evoluzione del lemma a partire dalla commedia "I mafiusi di la Vicaria" del 1863 fino all'attuale accezione del termine, molto più ampia e lontana dal significato originario. Il secondo capitolo è dedicato alla genesi storica di Cosa Nostra nel contesto post-unitario, dove la mafia agisce come una vera e propria "industria della violenza" capace di colmare le lacune di uno Stato debole e inaffidabile. Attraverso l'analisi di alcuni casi come la vicenda Galati e l'omicidio Notarbartolo, si mostra la precoce saldatura tra criminalità, tessuto sociale locale e alta politica. Si prosegue con la repressione fascista guidata dal "prefetto di ferro" Cesare Mori e la successiva riemersione del fenomeno nel secondo dopoguerra, che culmina nella prima guerra di mafia e nella successiva istituzione della Commissione Parlamentare antimafia. Il terzo capitolo si sposta sulla genesi della yakuza, rintracciabile nei gruppi di tekiya (venditori ambulanti) e bakuto (giocatori d'azzardo) del periodo Edo. L'organizzazione si consolida progressivamente attraverso legami con lo Stato e gli ambienti ultranazionalisti, fungendo da braccio armato per reprimere il dissenso sociale. Viene esaminata l'ascesa di figure come Tōyama Mitsuru e l'evoluzione dei grandi sindacati criminali durante il dopoguerra e l'epoca della bubble economy, fino all'introduzione della prima legge di contrasto, la Bōtaihō. Il quarto capitolo confronta le trasformazioni recenti delle due organizzazioni. Per Cosa Nostra, si analizza l'ascesa dei Corleonesi, la "stagione delle stragi" e la successiva "strategia della sommersione" guidata da Bernardo Provenzano per infiltrarsi silenziosamente nell'economia legale. Parallelamente, si esaminano gli effetti della legislazione restrittiva contro la yakuza, e le nuove modalità di adattamento dell'organizzazione nel XXI secolo. Entrambe le realtà mostrano, dagli inizi fino ad oggi, una camaleontica capacità di adattamento che consente loro di sopravvivere ai mutamenti normativi, economici e sociali. Infine, l'ultimo capitolo mostra un'analisi comparata della struttura gerarchica, del rapporto con la politica e con lo Stato, delle modalità di impiego della violenza e delle risposte legislative dei rispettivi ordinamenti, al fine di valutare similitudini e differenze nei modelli di contrasto e nell'evoluzione delle due organizzazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28087