I confini non sono entità statiche o semplici linee in una mappa, essi si configurano piuttosto come dispositivi di potere e controllo che regolano la mobilità umana. Le complesse dinamiche prodotte dai regimi di frontiera, intesi come un sistema di regolamenti e procedure, operano una selezione tra le persone in movimento e producono una differenziazione dei soggetti basata sulla loro origine e condizione giuridica. Il Mediterraneo rappresenta uno dei contesti più significativi per comprendere l’evoluzione contemporanea dei regimi di frontiera, configurandosi come un borderscape complesso e stratificato. All'interno dei contesti di frontiera, si manifestano e prendono corpo pratiche di solidarietà, cura e processi di riumanizzazione, il cui scopo primario è quello di riaffermare valori di giustizia e umanità. È all’interno di questo spazio di tensione, tra potere e resistenza, esclusione e solidarietà, che si colloca l’esperienza di Mediterranea Saving Humans, un’organizzazione italiana che si occupa di soccorso in mare nel Mar Mediterraneo. Questo studio si dedica all’analisi delle pratiche solidaristiche nello specifico contesto dell’Equipaggio di Terra di Venezia-Mestre dell’associazione, dove il discorso sulla solidarietà e il soccorso, incontrano le forme concrete dell’attivismo territoriale. La cittadinanza affettiva, potente strumento di resistenza e trasformazione, consente di leggere le pratiche di soccorso e di solidarietà non solo come risposte etiche a situazioni di crisi, ma come forme di produzione politica dell’umano, dove emozioni, corpi e istituzioni si intrecciano nella costruzione di alternative al paradigma securitario dominante e criminalizzante.

Regimi di frontiera, solidarietà e cittadinanza affettiva. Mediterranea Saving Humans: uno studio etnografico

VIOLIN, SIMONA
2024/2025

Abstract

I confini non sono entità statiche o semplici linee in una mappa, essi si configurano piuttosto come dispositivi di potere e controllo che regolano la mobilità umana. Le complesse dinamiche prodotte dai regimi di frontiera, intesi come un sistema di regolamenti e procedure, operano una selezione tra le persone in movimento e producono una differenziazione dei soggetti basata sulla loro origine e condizione giuridica. Il Mediterraneo rappresenta uno dei contesti più significativi per comprendere l’evoluzione contemporanea dei regimi di frontiera, configurandosi come un borderscape complesso e stratificato. All'interno dei contesti di frontiera, si manifestano e prendono corpo pratiche di solidarietà, cura e processi di riumanizzazione, il cui scopo primario è quello di riaffermare valori di giustizia e umanità. È all’interno di questo spazio di tensione, tra potere e resistenza, esclusione e solidarietà, che si colloca l’esperienza di Mediterranea Saving Humans, un’organizzazione italiana che si occupa di soccorso in mare nel Mar Mediterraneo. Questo studio si dedica all’analisi delle pratiche solidaristiche nello specifico contesto dell’Equipaggio di Terra di Venezia-Mestre dell’associazione, dove il discorso sulla solidarietà e il soccorso, incontrano le forme concrete dell’attivismo territoriale. La cittadinanza affettiva, potente strumento di resistenza e trasformazione, consente di leggere le pratiche di soccorso e di solidarietà non solo come risposte etiche a situazioni di crisi, ma come forme di produzione politica dell’umano, dove emozioni, corpi e istituzioni si intrecciano nella costruzione di alternative al paradigma securitario dominante e criminalizzante.
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