La tesi si propone di ripercorrere la creazione e lo sviluppo della stop-motion, andando a riscoprire le tecnologie e i trucchi del backstage. In questo percorso si distingue un duplice sviluppo della tecnica. Un primo vede il suo impiego nel comparto degli effetti speciali nei film in live action a partire dagli anni ‘30 con le innovazioni immesse dai pionieri Willis O’brien, Ray Harryhausen e Phil Tippett. La seconda accezione della stop-motion vede l’utilizzo della tecnica nei film di animazione, trovando ampio spazio nell’idea di un cinema indipendente, caratterizzato da toni cupi e macabri. Si studieranno la costruzione e l’animazione dei pupazzi a partite dai primi esperimenti di Wladyslaw Starewicz degli anni ‘10 del secolo scorso, fino ad arrivare all’uscita del film Tim Burton’s Nightmare before Christmas nel 1993, primo successo commerciale di una animazione in stop-motion, che ha messo in luce la tecnica al grande pubblico. Si passerà infine a constatare come, a seguito di questo successo, nel corso dei primi anni 2000 la tecnica abbia dimostrato una sua vitalità, che prosegue ancora oggi grazie ad una stretta cerchia di registi. La stop-motion, quindi, continua a resistere nonostante i notevoli sviluppi della computer grafica, in quanto capace di regalare personaggi e scenografie uniche ed inimitabili: un’arte che sembra essere intramontabile.
Stop-motion: l’intramontabile arte che da vita alle cose
BIASI, MATTIA
2024/2025
Abstract
La tesi si propone di ripercorrere la creazione e lo sviluppo della stop-motion, andando a riscoprire le tecnologie e i trucchi del backstage. In questo percorso si distingue un duplice sviluppo della tecnica. Un primo vede il suo impiego nel comparto degli effetti speciali nei film in live action a partire dagli anni ‘30 con le innovazioni immesse dai pionieri Willis O’brien, Ray Harryhausen e Phil Tippett. La seconda accezione della stop-motion vede l’utilizzo della tecnica nei film di animazione, trovando ampio spazio nell’idea di un cinema indipendente, caratterizzato da toni cupi e macabri. Si studieranno la costruzione e l’animazione dei pupazzi a partite dai primi esperimenti di Wladyslaw Starewicz degli anni ‘10 del secolo scorso, fino ad arrivare all’uscita del film Tim Burton’s Nightmare before Christmas nel 1993, primo successo commerciale di una animazione in stop-motion, che ha messo in luce la tecnica al grande pubblico. Si passerà infine a constatare come, a seguito di questo successo, nel corso dei primi anni 2000 la tecnica abbia dimostrato una sua vitalità, che prosegue ancora oggi grazie ad una stretta cerchia di registi. La stop-motion, quindi, continua a resistere nonostante i notevoli sviluppi della computer grafica, in quanto capace di regalare personaggi e scenografie uniche ed inimitabili: un’arte che sembra essere intramontabile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/28021