Il presente elaborato si propone di tentare di rintracciare nella produzione di Tullio Lombardo (1460-1532) il filo rosso dell’ispirazione antiquaria, tema caratterizzante del suo modo di scolpire. Tale studio, in un arco che si estende cronologicamente dall’educazione dello scultore presso la bottega del padre Pietro, passando per i cantieri dei sepolcri dogali ancora conservati presso la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, ma anche attraverso le sculture per le dimore dei privati (come i doppi ritratti) e, per finire, le opere per la basilica di S. Antonio a Padova, mira a comprendere quali siano state le fonti antiche o a lui contemporanee alle quali lo scultore guardava. Una parte del lavoro sarà indirizzata a proporre confronti tra le opere di Tullio e quelle di pittori e scultori a lui di poco precedenti, ma noti per essere artisti in stretta relazione con la cultura figurativa classica, come Mantegna e Donatello; mentre una seconda parte tenta di mettere in relazione alcune peculiari figure scolpite da Tullio Lombardo con le antichità classiche presenti al tempo in Laguna, soprattutto nella collezione dei Grimani, un serbatoio di scultura antica che lo scultore poteva conoscere e frequentare, anche in virtù del suo lavorare come restauratore proprio per la famiglia di nobili veneziani. In seno a questa sua attività, si è tentato anche di ipotizzare una maggiore presenza del figlio Sante in questa pratica, rispetto a quanto sia stato ipotizzato fino ad ora dalla critica.
Tullio Lombardo di fronte alle antichità classiche. Alcune proposte.
LEANDRI, FRANCESCA ROMANA
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato si propone di tentare di rintracciare nella produzione di Tullio Lombardo (1460-1532) il filo rosso dell’ispirazione antiquaria, tema caratterizzante del suo modo di scolpire. Tale studio, in un arco che si estende cronologicamente dall’educazione dello scultore presso la bottega del padre Pietro, passando per i cantieri dei sepolcri dogali ancora conservati presso la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, ma anche attraverso le sculture per le dimore dei privati (come i doppi ritratti) e, per finire, le opere per la basilica di S. Antonio a Padova, mira a comprendere quali siano state le fonti antiche o a lui contemporanee alle quali lo scultore guardava. Una parte del lavoro sarà indirizzata a proporre confronti tra le opere di Tullio e quelle di pittori e scultori a lui di poco precedenti, ma noti per essere artisti in stretta relazione con la cultura figurativa classica, come Mantegna e Donatello; mentre una seconda parte tenta di mettere in relazione alcune peculiari figure scolpite da Tullio Lombardo con le antichità classiche presenti al tempo in Laguna, soprattutto nella collezione dei Grimani, un serbatoio di scultura antica che lo scultore poteva conoscere e frequentare, anche in virtù del suo lavorare come restauratore proprio per la famiglia di nobili veneziani. In seno a questa sua attività, si è tentato anche di ipotizzare una maggiore presenza del figlio Sante in questa pratica, rispetto a quanto sia stato ipotizzato fino ad ora dalla critica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27987