The thesis examines the management of migration flows in the Mediterranean through the lens of soft law and soft power, focusing on the 2017 Italy–Libya Memorandum as a case study. The Mediterranean is conceptualized as a political frontier and a space of multilevel governance, characterized by fluid borders and the increasing externalization of migration policies. The analysis shows how normative fragmentation and the reliance on non-binding legal instruments produce a regime of diffuse and opaque responsibility, resulting in informal control practices and the precarization of migrants’ rights. At the same time, the study highlights the role of soft power in shaping political and media narratives, emphasizing how securitarian discourse contributes to legitimizing highly asymmetric bilateral agreements. Through the examination of the Memorandum, the research underscores the tensions between international cooperation, international legal obligations, and the protection of human rights, demonstrating how Italy and the European Union have delegated migration control functions to Libya that entail significant risks of violations. The aim is to show that the convergence of soft law and soft power not only shapes new forms of border governance but also profoundly affects the geopolitical balance of the Mediterranean and the conditions of migrants.

La tesi indaga la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo attraverso la prospettiva della soft law e del soft power, prendendo in considerazione il caso di studio il Memorandum tra Italia e Libia del 2017. Il Mediterraneo viene concettualizzato come una frontiera politica e uno spazio di governance multilivello, caratterizzato da confini mobili e dall’esternalizzazione crescente delle politiche migratorie. L’analisi mostra come la frammentazione normativa e il ricorso a strumenti giuridici non vincolanti producano un regime di responsabilità diffusa e opaca, che si traduce in pratiche di controllo informale e in una precarizzazione dei diritti dei migranti. Analogamente, viene evidenziato il ruolo del soft power nella costruzione delle narrazioni politiche e mediatiche, mettendo in luce come il discorso securitario contribuisca a legittimare accordi bilaterali fortemente asimmetrici. Attraverso lo studio del Memorandum, la ricerca mette in rilievo le tensioni tra cooperazione internazionale, obblighi di diritto internazionale e tutela dei diritti umani, mostrando come l’Italia e l’Unione Europea abbiano delegato alla Libia funzioni di controllo migratorio che comportano elevati rischi di violazioni. L’obiettivo è dimostrare che la convergenza tra soft law e soft power non solo plasma nuove forme di governance delle frontiere, ma incide profondamente sugli equilibri geopolitici del Mediterraneo e sulla condizione delle persone migranti.

Frontiere mediterranee: la gestione migratoria tra soft law e soft power. Il caso del Memorandum Italia–Libia

ANTONELLO, LAURA
2024/2025

Abstract

The thesis examines the management of migration flows in the Mediterranean through the lens of soft law and soft power, focusing on the 2017 Italy–Libya Memorandum as a case study. The Mediterranean is conceptualized as a political frontier and a space of multilevel governance, characterized by fluid borders and the increasing externalization of migration policies. The analysis shows how normative fragmentation and the reliance on non-binding legal instruments produce a regime of diffuse and opaque responsibility, resulting in informal control practices and the precarization of migrants’ rights. At the same time, the study highlights the role of soft power in shaping political and media narratives, emphasizing how securitarian discourse contributes to legitimizing highly asymmetric bilateral agreements. Through the examination of the Memorandum, the research underscores the tensions between international cooperation, international legal obligations, and the protection of human rights, demonstrating how Italy and the European Union have delegated migration control functions to Libya that entail significant risks of violations. The aim is to show that the convergence of soft law and soft power not only shapes new forms of border governance but also profoundly affects the geopolitical balance of the Mediterranean and the conditions of migrants.
2024
La tesi indaga la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo attraverso la prospettiva della soft law e del soft power, prendendo in considerazione il caso di studio il Memorandum tra Italia e Libia del 2017. Il Mediterraneo viene concettualizzato come una frontiera politica e uno spazio di governance multilivello, caratterizzato da confini mobili e dall’esternalizzazione crescente delle politiche migratorie. L’analisi mostra come la frammentazione normativa e il ricorso a strumenti giuridici non vincolanti producano un regime di responsabilità diffusa e opaca, che si traduce in pratiche di controllo informale e in una precarizzazione dei diritti dei migranti. Analogamente, viene evidenziato il ruolo del soft power nella costruzione delle narrazioni politiche e mediatiche, mettendo in luce come il discorso securitario contribuisca a legittimare accordi bilaterali fortemente asimmetrici. Attraverso lo studio del Memorandum, la ricerca mette in rilievo le tensioni tra cooperazione internazionale, obblighi di diritto internazionale e tutela dei diritti umani, mostrando come l’Italia e l’Unione Europea abbiano delegato alla Libia funzioni di controllo migratorio che comportano elevati rischi di violazioni. L’obiettivo è dimostrare che la convergenza tra soft law e soft power non solo plasma nuove forme di governance delle frontiere, ma incide profondamente sugli equilibri geopolitici del Mediterraneo e sulla condizione delle persone migranti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27982