La tesi si focalizza sull’indagine della soggettività e della costruzione identitaria nella letteratura femminile del Novecento, con una particolare attenzione all'opera di Natalia Ginzburg. Alla luce di un inquadramento di carattere storico e metodologico sul femminismo e sulla derivante critica femminista, viene analizzato il suo romanzo più rappresentativo, Lessico famigliare (1963), osservando in che modo la parola e il dialogo legati alla sua esperienza permettano di individuare dinamiche sociali che riflettono direttamente un sistema patriarcale. Allo stesso modo, l’analisi viene estesa a Le voci della sera (1961) e Caro Michele (1973), per una maggiore completezza nell’inquadramento della sua evoluzione letteraria. Infine, attraverso il confronto con i romanzi Una donna (1906) di Sibilla Aleramo e Dalla parte di lei (1949) di Alba de Céspedes, si estende l’osservazione a modelli differenti di scrittura femminile e al loro rapporto con le posizioni femministe. Ciò permette di dimostrare la linea di continuità che le collega all’opera di Natalia Ginzburg: la capacità di rappresentare la realtà dalla propria prospettiva facendone emergere le criticità, a seconda di un impegno più o meno intenzionale.
Uno sguardo femminile. Soggettività e identità di genere nell’opera di Natalia Ginzburg
CATTELAN, ALESSIA
2024/2025
Abstract
La tesi si focalizza sull’indagine della soggettività e della costruzione identitaria nella letteratura femminile del Novecento, con una particolare attenzione all'opera di Natalia Ginzburg. Alla luce di un inquadramento di carattere storico e metodologico sul femminismo e sulla derivante critica femminista, viene analizzato il suo romanzo più rappresentativo, Lessico famigliare (1963), osservando in che modo la parola e il dialogo legati alla sua esperienza permettano di individuare dinamiche sociali che riflettono direttamente un sistema patriarcale. Allo stesso modo, l’analisi viene estesa a Le voci della sera (1961) e Caro Michele (1973), per una maggiore completezza nell’inquadramento della sua evoluzione letteraria. Infine, attraverso il confronto con i romanzi Una donna (1906) di Sibilla Aleramo e Dalla parte di lei (1949) di Alba de Céspedes, si estende l’osservazione a modelli differenti di scrittura femminile e al loro rapporto con le posizioni femministe. Ciò permette di dimostrare la linea di continuità che le collega all’opera di Natalia Ginzburg: la capacità di rappresentare la realtà dalla propria prospettiva facendone emergere le criticità, a seconda di un impegno più o meno intenzionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27951