La presente tesi di laurea prevede un’analisi qualitativa del fenomeno della violenza di genere, emergenza che colpisce e caratterizza il nostro Paese ormai da diversi anni. La problematica che viene analizzata fa riferimento all’evidente difficoltà da parte di donne vittime di violenza a rivolgersi ai servizi adeguati, in particolare ai Centri Antiviolenza di riferimento presenti sul territorio. Queste difficoltà sono solitamente legate a fattori di tipo personale come la paura, la vergogna di essere giudicate, fattori di tipo strutturale come la mancanza di centri vicini a dove la donna risiede e le difficoltà di questa ad accedervi o problemi legati alla burocrazia e infine fattori di tipo culturale come lingua e/o religione. Al tempo stesso nell’ultimo periodo, a seguito di diversi casi di femminicidio e violenza di genere riportati dalle cronache italiane, sembra essere stato riscontrato un aumento nel numero di donne che richiedono aiuto ai centri antiviolenza. L’obiettivo della presente tesi di laurea si traduce quindi nel cercare di comprendere quali sono i fattori facilitanti ed ostacolanti l’accesso ai centri antiviolenza per le donne vittime e in particolare la domanda di ricerca si focalizza sul comprendere cosa possa averne generato un aumento rispetto agli anni passati. Per rispondere alla domanda di ricerca è stato chiesto l’aiuto di una componente esterna, che ogni giorno si trova a lavorare e collaborare in questa realtà: con quest’analisi qualitativa si vuole infatti porre l’attenzione anche sulla percezione e sul punto di vista delle operatrici dei centri antiviolenza riguardo alle dinamiche di accesso ai servizi da parte delle donne e a come il loro ruolo possa rafforzarne l’accesso. La ricerca qualitativa ha avuto un tempo limitato di 2-3 mesi e ha visto come luogo di ricerca nello specifico il centro antiviolenza di Venezia. La metodologia che è stata utilizzata è quella delle interviste semi strutturate somministrate alle operatrici del CAV: sono state poste una decina di domande circa a tre operatrici, per una durata di mezz’ora di intervista ciascuna. Le interviste sono state trascritte e riportate fedelmente in forma scritta. La realtà del Centro Antiviolenza di Venezia si struttura in due team principali, il team accoglienza e il team ospitalità: due delle operatrici intervistate sono operatrici di accoglienza e seguono la donna nel suo primo contatto con il centro e nella costruzione di un percorso di fuoriuscita dalla violenza; una delle operatrici fa parte invece del team ospitalità e di conseguenza si occupa di seguire le situazioni più delicate che richiedono una messa in sicurezza della donna presso una casa rifugio. Intervistare le operatrici provenienti da entrambi i team è stato particolarmente interessante perché ha permesso di conoscere entrambe le realtà, portatrici di punti di forza e criticità.

Accesso ai servizi antiviolenza e processi di richiesta di aiuto: un’indagine qualitativa sul Centro Antiviolenza di Venezia

ROSSINI, GIULIA
2024/2025

Abstract

La presente tesi di laurea prevede un’analisi qualitativa del fenomeno della violenza di genere, emergenza che colpisce e caratterizza il nostro Paese ormai da diversi anni. La problematica che viene analizzata fa riferimento all’evidente difficoltà da parte di donne vittime di violenza a rivolgersi ai servizi adeguati, in particolare ai Centri Antiviolenza di riferimento presenti sul territorio. Queste difficoltà sono solitamente legate a fattori di tipo personale come la paura, la vergogna di essere giudicate, fattori di tipo strutturale come la mancanza di centri vicini a dove la donna risiede e le difficoltà di questa ad accedervi o problemi legati alla burocrazia e infine fattori di tipo culturale come lingua e/o religione. Al tempo stesso nell’ultimo periodo, a seguito di diversi casi di femminicidio e violenza di genere riportati dalle cronache italiane, sembra essere stato riscontrato un aumento nel numero di donne che richiedono aiuto ai centri antiviolenza. L’obiettivo della presente tesi di laurea si traduce quindi nel cercare di comprendere quali sono i fattori facilitanti ed ostacolanti l’accesso ai centri antiviolenza per le donne vittime e in particolare la domanda di ricerca si focalizza sul comprendere cosa possa averne generato un aumento rispetto agli anni passati. Per rispondere alla domanda di ricerca è stato chiesto l’aiuto di una componente esterna, che ogni giorno si trova a lavorare e collaborare in questa realtà: con quest’analisi qualitativa si vuole infatti porre l’attenzione anche sulla percezione e sul punto di vista delle operatrici dei centri antiviolenza riguardo alle dinamiche di accesso ai servizi da parte delle donne e a come il loro ruolo possa rafforzarne l’accesso. La ricerca qualitativa ha avuto un tempo limitato di 2-3 mesi e ha visto come luogo di ricerca nello specifico il centro antiviolenza di Venezia. La metodologia che è stata utilizzata è quella delle interviste semi strutturate somministrate alle operatrici del CAV: sono state poste una decina di domande circa a tre operatrici, per una durata di mezz’ora di intervista ciascuna. Le interviste sono state trascritte e riportate fedelmente in forma scritta. La realtà del Centro Antiviolenza di Venezia si struttura in due team principali, il team accoglienza e il team ospitalità: due delle operatrici intervistate sono operatrici di accoglienza e seguono la donna nel suo primo contatto con il centro e nella costruzione di un percorso di fuoriuscita dalla violenza; una delle operatrici fa parte invece del team ospitalità e di conseguenza si occupa di seguire le situazioni più delicate che richiedono una messa in sicurezza della donna presso una casa rifugio. Intervistare le operatrici provenienti da entrambi i team è stato particolarmente interessante perché ha permesso di conoscere entrambe le realtà, portatrici di punti di forza e criticità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27904