La tesi propone un’analisi storico-culturale del fenomeno del rentgenizdat, conosciuto anche come muzyka na kostjach, sviluppatosi in Unione Sovietica tra gli anni 40’ e 60’. La prima parte ricostruisce il quadro istituzionale, ideologico e culturale entro il quale si sviluppò il fenomeno, con particolare attenzione al ruolo normativo dell’Unione dei compositori, all’estetica del realismo socialista, nonché ai dispositivi giuridici e amministrativi deputati alla definizione e al controllo della musica. È stato approfondito il caso degli stiljagi, quale esempio di sottocultura giovanile repressa dal regime ed è stato studiato più nello specifico il fenomeno del rentgenizdat, come tecnologia informale di riproduzione e distribuzione sonora. Ne vengono esaminati genesi, modalità di circolazione, impatto socioculturale e risposte repressive da parte dello Stato sovietico. La seconda parte della ricerca affronta la figura di Pëtr Leščenko, una delle figure centrali della musica russa d’emigrazione e proibita dal regime. Ne vengono analizzate la biografia, la ricezione e la fortuna a livello internazionale, nonché la censura e l'incarcerazione, per finire poi con la sua riabilitazione. Viene presentata anche una selezione dei suoi brani proibiti e prodotti su raggi X, con correlate traduzioni e analisi. La tesi, in appendice, include un’intervista condotta dalla laureanda a Stephen Coates, musicista inglese e scrittore del libro Bone Music, attualmente uno dei massimi conoscitori del fenomeno preso in esame e una selezione di materiale fotografico sul fenomeno studiato.

Muzyka na kostjach – La musica proibita in Unione Sovietica e il caso di Pëtr Leščenko

CATTAI, ALESSIA
2024/2025

Abstract

La tesi propone un’analisi storico-culturale del fenomeno del rentgenizdat, conosciuto anche come muzyka na kostjach, sviluppatosi in Unione Sovietica tra gli anni 40’ e 60’. La prima parte ricostruisce il quadro istituzionale, ideologico e culturale entro il quale si sviluppò il fenomeno, con particolare attenzione al ruolo normativo dell’Unione dei compositori, all’estetica del realismo socialista, nonché ai dispositivi giuridici e amministrativi deputati alla definizione e al controllo della musica. È stato approfondito il caso degli stiljagi, quale esempio di sottocultura giovanile repressa dal regime ed è stato studiato più nello specifico il fenomeno del rentgenizdat, come tecnologia informale di riproduzione e distribuzione sonora. Ne vengono esaminati genesi, modalità di circolazione, impatto socioculturale e risposte repressive da parte dello Stato sovietico. La seconda parte della ricerca affronta la figura di Pëtr Leščenko, una delle figure centrali della musica russa d’emigrazione e proibita dal regime. Ne vengono analizzate la biografia, la ricezione e la fortuna a livello internazionale, nonché la censura e l'incarcerazione, per finire poi con la sua riabilitazione. Viene presentata anche una selezione dei suoi brani proibiti e prodotti su raggi X, con correlate traduzioni e analisi. La tesi, in appendice, include un’intervista condotta dalla laureanda a Stephen Coates, musicista inglese e scrittore del libro Bone Music, attualmente uno dei massimi conoscitori del fenomeno preso in esame e una selezione di materiale fotografico sul fenomeno studiato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27886