La tesi presentata mira ad indagare il dialogo intellettuale e umano tra Barbara Duden e Ivan Illich, due figure centrali nella critica ai sistemi istituzionali della postmodernità. Al centro della ricerca si pone un fenomeno tanto silenzioso quanto profondo, che definiamo disincarnazione. La prospettiva metodologica adottata è quella dello studio dell'opera di Duden attraverso il prisma del dialogo con la critica ai sistemi di Illich, fare ciò consente un’analisi impostata sul fertile terreno di scambio sorto dal loro sodalizio personale e di vita. In questo contesto, l'elaborato si misura con la prospettiva specifica del corpo gravido e l'ordine simbolico della maternità. Attraverso una ricognizione cronologica ed ego-storica dei percorsi di vita e delle rispettive produzioni bibliografiche dei due studiosi, la tesi ricostruisce una critica ai processi di medicalizzazione ed espropriazione del corpo. L’obiettivo finale è quello di proporre la disciplina della somatica storica come forma di resistenza. Contro un mondo che vorrebbe ridurre la persona a un codice genetico, Duden e Illich invitano a recuperare la sovranità sulla propria percezione e a tornare ad abitare la carne, riscoprendo il mistero di essere un "chi" senziente in un’epoca che preferirebbe trattare l’umano come un "che cosa" programmabile.
Madri disincarnate. Dialogo tra Barbara Duden e Ivan Illich sulla medicalizzazione del corpo gravido
MAGON, IRENE
2024/2025
Abstract
La tesi presentata mira ad indagare il dialogo intellettuale e umano tra Barbara Duden e Ivan Illich, due figure centrali nella critica ai sistemi istituzionali della postmodernità. Al centro della ricerca si pone un fenomeno tanto silenzioso quanto profondo, che definiamo disincarnazione. La prospettiva metodologica adottata è quella dello studio dell'opera di Duden attraverso il prisma del dialogo con la critica ai sistemi di Illich, fare ciò consente un’analisi impostata sul fertile terreno di scambio sorto dal loro sodalizio personale e di vita. In questo contesto, l'elaborato si misura con la prospettiva specifica del corpo gravido e l'ordine simbolico della maternità. Attraverso una ricognizione cronologica ed ego-storica dei percorsi di vita e delle rispettive produzioni bibliografiche dei due studiosi, la tesi ricostruisce una critica ai processi di medicalizzazione ed espropriazione del corpo. L’obiettivo finale è quello di proporre la disciplina della somatica storica come forma di resistenza. Contro un mondo che vorrebbe ridurre la persona a un codice genetico, Duden e Illich invitano a recuperare la sovranità sulla propria percezione e a tornare ad abitare la carne, riscoprendo il mistero di essere un "chi" senziente in un’epoca che preferirebbe trattare l’umano come un "che cosa" programmabile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27837