The increasing frequency and severity of heatwaves due to global climate change pose unprecedented challenges to human health and the built environment. While residential buildings serve as the primary refuge against extreme heat, their protective capacity is contingent upon the interplay between architectural design and human behavior. This thesis investigates the behavioral dimension of heatwave adaptation, addressing the critical gap in literature that often prioritizes technological solutions over human agency. Adopting a narrative review approach, this study synthesizes evidence from 100 peer-reviewed studies to analyze how occupants adapt their behaviors across diverse climatic, cultural, and socio-economic contexts. The findings reveal that behavioral adaptation, ranging from window operation and clothing adjustments to altering sleep patterns, serves as the most immediate defense against thermal stress. However, the effectiveness of these behaviors is strictly bound by building physics and socio-economic resources. The research identifies a stark “cooling divide”: while adaptation in high-income regions often focuses on fine-tuning comfort through technology, low-income populations rely on limited passive strategies, frequently constrained by poor housing quality and energy poverty. Furthermore, the study highlights the role of implicit drivers, such as risk perception and psychological “schemas”, in determining whether occupants recognize heat as a threat and act accordingly. The thesis concludes that resilient design must move beyond reactive coping to “passive survivability”, integrating architectural innovation with a deep understanding of occupant behavior to protect vulnerable populations in an era of escalating climate extremes.

La crescente frequenza e gravità delle ondate di calore, dovute al cambiamento climatico globale, pongono sfide senza precedenti per la salute umana e l'ambiente costruito. Sebbene gli edifici residenziali fungano da rifugio primario contro il caldo estremo, la loro capacità protettiva dipende dall'interazione tra progettazione architettonica e comportamento umano. Questa tesi indaga la dimensione comportamentale dell'adattamento alle ondate di calore, colmando una lacuna critica nella letteratura che spesso privilegia le soluzioni tecnologiche rispetto all'agire umano. Adottando un approccio di revisione narrativa, questo studio sintetizza le evidenze di 100 studi peer-reviewed per analizzare come gli occupanti adattano i loro comportamenti in diversi contesti climatici, culturali e socio-economici. I risultati rivelano che l'adattamento comportamentale, che spazia dall'apertura delle finestre e l'adeguamento dell'abbigliamento alla modifica dei ritmi del sonno, funge da difesa più immediata contro lo stress termico. Tuttavia, l'efficacia di questi comportamenti è strettamente legata alla fisica dell'edificio e alle risorse socio-economiche. La ricerca identifica un netto “divario di raffrescamento” (cooling divide): mentre l'adattamento nelle regioni ad alto reddito si concentra spesso sull'ottimizzazione del comfort attraverso la tecnologia, le popolazioni a basso reddito si affidano a strategie passive limitate, frequentemente vincolate dalla scarsa qualità degli alloggi e dalla povertà energetica. Inoltre, lo studio evidenzia il ruolo dei fattori impliciti, come la percezione del rischio e gli “schemi” psicologici, nel determinare se gli occupanti riconoscano il calore come una minaccia e agiscano di conseguenza. La tesi conclude che una progettazione resiliente deve andare oltre il coping reattivo verso una “sopravvivenza passiva” (passive survivability), integrando l'innovazione architettonica con una profonda comprensione del comportamento degli occupanti per proteggere le popolazioni vulnerabili in un'era di estremi climatici in aumento.

Il comportamento umano durante le ondate di calore negli edifici: una prospettiva globale

AGHELIHAJIABADI, HOSSEIN
2024/2025

Abstract

The increasing frequency and severity of heatwaves due to global climate change pose unprecedented challenges to human health and the built environment. While residential buildings serve as the primary refuge against extreme heat, their protective capacity is contingent upon the interplay between architectural design and human behavior. This thesis investigates the behavioral dimension of heatwave adaptation, addressing the critical gap in literature that often prioritizes technological solutions over human agency. Adopting a narrative review approach, this study synthesizes evidence from 100 peer-reviewed studies to analyze how occupants adapt their behaviors across diverse climatic, cultural, and socio-economic contexts. The findings reveal that behavioral adaptation, ranging from window operation and clothing adjustments to altering sleep patterns, serves as the most immediate defense against thermal stress. However, the effectiveness of these behaviors is strictly bound by building physics and socio-economic resources. The research identifies a stark “cooling divide”: while adaptation in high-income regions often focuses on fine-tuning comfort through technology, low-income populations rely on limited passive strategies, frequently constrained by poor housing quality and energy poverty. Furthermore, the study highlights the role of implicit drivers, such as risk perception and psychological “schemas”, in determining whether occupants recognize heat as a threat and act accordingly. The thesis concludes that resilient design must move beyond reactive coping to “passive survivability”, integrating architectural innovation with a deep understanding of occupant behavior to protect vulnerable populations in an era of escalating climate extremes.
2024
La crescente frequenza e gravità delle ondate di calore, dovute al cambiamento climatico globale, pongono sfide senza precedenti per la salute umana e l'ambiente costruito. Sebbene gli edifici residenziali fungano da rifugio primario contro il caldo estremo, la loro capacità protettiva dipende dall'interazione tra progettazione architettonica e comportamento umano. Questa tesi indaga la dimensione comportamentale dell'adattamento alle ondate di calore, colmando una lacuna critica nella letteratura che spesso privilegia le soluzioni tecnologiche rispetto all'agire umano. Adottando un approccio di revisione narrativa, questo studio sintetizza le evidenze di 100 studi peer-reviewed per analizzare come gli occupanti adattano i loro comportamenti in diversi contesti climatici, culturali e socio-economici. I risultati rivelano che l'adattamento comportamentale, che spazia dall'apertura delle finestre e l'adeguamento dell'abbigliamento alla modifica dei ritmi del sonno, funge da difesa più immediata contro lo stress termico. Tuttavia, l'efficacia di questi comportamenti è strettamente legata alla fisica dell'edificio e alle risorse socio-economiche. La ricerca identifica un netto “divario di raffrescamento” (cooling divide): mentre l'adattamento nelle regioni ad alto reddito si concentra spesso sull'ottimizzazione del comfort attraverso la tecnologia, le popolazioni a basso reddito si affidano a strategie passive limitate, frequentemente vincolate dalla scarsa qualità degli alloggi e dalla povertà energetica. Inoltre, lo studio evidenzia il ruolo dei fattori impliciti, come la percezione del rischio e gli “schemi” psicologici, nel determinare se gli occupanti riconoscano il calore come una minaccia e agiscano di conseguenza. La tesi conclude che una progettazione resiliente deve andare oltre il coping reattivo verso una “sopravvivenza passiva” (passive survivability), integrando l'innovazione architettonica con una profonda comprensione del comportamento degli occupanti per proteggere le popolazioni vulnerabili in un'era di estremi climatici in aumento.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27790