La tesi si propone di analizzare l’evoluzione del cinema horror italiano attraverso l’analisi di film prodotti tra gli anni Sessanta e Settanta. Viene indagato il processo di sperimentazione che ha trasformato un genere di importazione e dalla nascita tardiva, in una cinematografia in grado di rispecchiarsi nel contesto italiano e di far entrare nelle sue storie tematiche legate al contesto sociale e culturale del nostro territorio. L’horror, inizialmente declinato nelle forme del gotico, manifesta le sue prime significative innovazioni soprattutto in campo visivo, attraverso il lavoro di registi come Mario Bava. Con l’avvento degli anni Settanta, e la nascita del giallo, le basi del linguaggio visivo create dal gotico diventano la strada da cui partire per riformulare completamente le ambientazioni e le trame, questa volta non più legate a luoghi e tempi lontani, ma intrinsecamente connesse alle tensioni e alle trasformazioni dell’Italia di quegli anni, che meglio si esprimono in quel gruppo di film definiti dalla critica straniera come “gialli rurali”.
Dal gotico al giallo rurale. Percorsi e trasformazioni del cinema horror italiano (1957-1978)
ZIVERI, VALENTINA
2024/2025
Abstract
La tesi si propone di analizzare l’evoluzione del cinema horror italiano attraverso l’analisi di film prodotti tra gli anni Sessanta e Settanta. Viene indagato il processo di sperimentazione che ha trasformato un genere di importazione e dalla nascita tardiva, in una cinematografia in grado di rispecchiarsi nel contesto italiano e di far entrare nelle sue storie tematiche legate al contesto sociale e culturale del nostro territorio. L’horror, inizialmente declinato nelle forme del gotico, manifesta le sue prime significative innovazioni soprattutto in campo visivo, attraverso il lavoro di registi come Mario Bava. Con l’avvento degli anni Settanta, e la nascita del giallo, le basi del linguaggio visivo create dal gotico diventano la strada da cui partire per riformulare completamente le ambientazioni e le trame, questa volta non più legate a luoghi e tempi lontani, ma intrinsecamente connesse alle tensioni e alle trasformazioni dell’Italia di quegli anni, che meglio si esprimono in quel gruppo di film definiti dalla critica straniera come “gialli rurali”.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27784